Proviamo a restituire lo scettro al principe: l’Italia e i partiti senza democrazia
Nel panorama politico italiano la forma-partito dominante si può ricondurre a due diverse tipologie: una a struttura oligarchica e l’altra a struttura carismatica. Storicamente la sinistra ha sempre teorizzato il ruolo-guida del partito come avanguardia del proletariato in cammino. In realtà, dietro la mistica del partito si occultava il potere di una burocrazia centralizzata ed onnipotente composta da professionisti della politica impegnati a presidiare ogni spazio della vita associata. Questa forma-partito fu inaugurata alla fine dell’Ottocento dal movimento operaio che diede origine al Partito Socialista, prototipo dei moderni partiti. Con il leninismo, il modello raggiunse il suo apogeo: il partito assunse l’efficienza organizzativa di una macchina perfetta che aveva la precipua funzione di identificarsi con lo Stato. Il partito-Stato diventa così la rappresentazione finale, compiuta ed insuperabile, di un modello organizzativo che aveva ormai rovesciato i rapporti tra le due entità: non era più lo Stato a legittimare il partito ma........
