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Tra guerre e solitudini la risposta di Leone

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22.06.2026

È come se dopo aver studiato a fondo le «carte nautiche» del mondo, la «Barca di Pietro» fosse tornata a solcare idealmente le acque del lago di Tiberiade, proseguendo l’azione di evangelizzazione partita da quelle sponde duemila anni fa. Chiuso il pontificato di Francesco, il suo successore - nella migliore tradizione agostiniana, che tende a valorizzare la riflessione prima dell’azione - si è preso il tempo necessario per analizzare la posizione di tutti i pezzi sulla scacchiera. E poi ha cominciato a muovere. Per cercare di dare scacco - con pazienza e con determinazione, senza guardare in faccia a nessuno - alle barbarie che affollano il mondo. Non solo guerre, non solo violenza, ma povertà, solitudini, emarginazioni, abbandoni. Arroganza e prepotenza. Se il primo Viaggio apostolico di Leone XIV in Africa aveva aperto una nuova finestra sul Papato - la fermezza con cui aveva risposto al becero attacco del presidente statunitense Donald Trump non aveva zittito soltanto il capo della Casa Bianca, ma anche tutti i detrattori del Pontefice -, quello in Spagna ha dischiuso in meno di una settimana un’azione pastorale potente e incisiva, un magistero mostrato al mondo con grande semplicità e altrettanta naturalezza, segni di forza e di autorevolezza di un Papa mite, ma deciso a proseguire imperterrito per la strada che ha scelto di intraprendere.

Il valore dell’humanitas

In un certo senso, quello in Spagna non è stato solo un viaggio «in», ma un viaggio «per». Un viaggio per la carità, dentro la carità della Chiesa, per far capire al mondo non solo e non tanto chi è Papa Prevost, ma cosa ancora oggi - ventun secoli dopo la nascita di Cristo - la Chiesa è capace di offrire all’umanità........

© La Provincia di Como