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Non solo traffici commerciali e cultura: l’Adriatico si scopre mare dell’intimità

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13.04.2026

«Pianura liquida» per Fernand Braudel, «mare della pace» per Giorgio La Pira, «testimone dello scorrere delle civiltà» per Egidio Ivetic: tante definizioni per descrivere il mare Adriatico, ma la più calzante è quella dello scrittore croato Predrag Matvejević: «Mare dell’intimità», perché esso da sempre costringe alla vicinanza gli uomini che vivono lungo le sue coste.

A questa definizione si è rifatto il giornalista Francesco Jori per il sottotitolo e per l’ispirazione del suo nuovo libro Adriatico (pp. 180), edito dalla piccola casa editrice pordenonese Storie, in edicola con il nostro giornale a 14 euro (più il prezzo del quotidiano).

Libro agile, di taglio narrativo, introdotto da una prefazione del geografo Mauro Varotto che descrive il mare come «immagine dell’Europa», per la sua conformazione geografica e la sua storia ma anche per gli aspetti ambientali che lo investono, in primis il riscaldamento globale che ne sta causando una trasformazione più rapida che altrove in un mare tropicale. In questo senso dunque occuparsi dell’Adriatico significa occuparsi........

© La Nuova di Venezia