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Vannacci a tutto campo: «Un mio partito? Mai dire mai. E se fossi il premier...»

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23.01.2026

«Mai dire mai nella vita!», risponde divertito Roberto Vannacci quando gli si chiede se valga l’antico detto anche riguardo la nascita di una sua formazione politica. «Chi si è trovato innumerevoli volte in crisi, in pericolo di morte o paracadutato in situazioni impreviste o non pianificate, sottoscrive integralmente questo vecchio proverbio», fa notare il generale. E già questa uscita farà sobbalzare più d’uno sulla sedia. Se poi si ascolta cosa farebbe lui al posto di Meloni, si ha la sensazione che Vannacci abbia in testa un solido programma elettorale, in grado di attirare l’attenzione di chi a destra vorrebbe più fermezza e “tolleranza zero”.

Il voto contrario di due deputati a lei vicini sugli aiuti a Kyiv ha messo in allarme il centrodestra. Sta valutando uno sganciamento dalla Lega?

«Quel voto è frutto di una loro iniziativa. Nessuna sedizione, complotto o congiura. Sicuramente una scelta di coerenza».

Va bene, non vuole dire di più. Ma c’è anche chi nella Lega la vorrebbe come segretario federale. È il suo obiettivo?

«No. Io sono europarlamentare e cerco di fare al meglio questo lavoro. Lo stesso dicasi per il mio incarico di vicesegretario. Se poi qualcuno vorrà premiare questo impegno io non mi sono mai tirato indietro di fronte a nuove responsabilità e a nuove sfide».

Sugli aiuti all’Ucraina, lei da vicesegretario della Lega, ha una posizione opposta a quella imposta dal segretario Salvini. Possibile?

«Io sono coerente con quello che sostengo da sempre. Aiuti militari a Kiev e sostegno economico incondizionato prolungano questa guerra che qualcuno non anela a far cessare. La Russia, nel frattempo, avanza inesorabilmente sul territorio ucraino e,........

© La Nuova di Venezia