Quella danza (in anticipo) tra le onde: sorpresa all’Elba, avvistate le prime balenottere della stagione
Elba, avvistate le prime balenottere della stagione
Articolo: Quasi estate ma non dura: arriva il ribaltone, ecco quando cambia tutto
Articolo: Carburante e aerei, prime difficoltà a Pisa: allarme delle compagnie low cost per le forniture di cherosene
Articolo: Lo spettacolo del glicine di Villa Bardini: quando fiorisce e qual è il periodo migliore per ammirarlo
Campo nell'Elba (Livorno), 7 aprile 2026 – Avvistata in netto anticipo la prima balenottera della stagione all’isola d’Elba. La fortuna è toccata a Martina Righetti, che collabora da 9 anni con il Centro di Ricerca Cetacei fondato da Micaela Racchetti e Roberto Rutigliano vent’anni fa.
«Erano le 10:15 quando, a circa tre miglia da Marina di Campo, abbiamo visto distintamente emergere la pinna e la schiena e abbiamo capito subito che non si trattava di un delfino»- spiega la 37 enne emiliana che era uscita per la gita giornaliera di Pasquetta con il nuovo collaboratore Edoardo Adriani, a bordo della Mary G, la barca a vela di circa 12 metri in dotazione al Centro per l’avvistamento dei delfini costieri, i ‘tursiopi’.
Invece la sorpresa. «Le balenottere sono di passaggio nelle acque dell'Elba. – ci racconta Martina – Di solito transitano nella zona nord tra Portoferraio e Marciana Marina nel corso delle loro migrazioni estive. L’abbiamo seguita per circa cinque emersioni, anche se rimaneva sempre un po' lontana. Poi ci siamo accorti che erano in due, distanziate tra di loro.»
Il Centro Ricerca Cetacei è nato vent'anni fa, inizialmente gravitava tra Liguria Sardegna e Corsica. Poi si è trasferito nell'arcipelago toscano, all’Elba e si occupa del monitoraggio dei delfini costieri, i ‘tursiopi’, stanziali sull’isola con una popolazione tra i 400 e i 500 esemplari suddivisa in due sub- popolazioni, quella a largo di Capo Poro, vicino a Marina di Campo, e l'altra nella zona nord, Sant'Andrea direzione di Capraia.
Nel corso del tempo, come ci spiega la fondatrice Michaela bacchetta, la capacità di monitoraggio è aumentata, fino a raggiungere un 70-80% di successo. «Quando ho cominciato, 15 anni fa, ero spinta dall'immaginario comune, dal grande fascino che esercitavano su di me i delfini. Poi, pian piano, il contatto quotidiano con il mare è diventato essenziale, uno stile di vita quasi filosofico», ci spiega.
L'attività di ricerca e monitoraggio del Centro di ricerca viene effettuata con le gite settimanali a bordo del catamarano Ketos che sono rivolte a giovani universitari o persone interessate e gravitano intorno a Corsica e Capraia, mentre quelle giornaliere a scopo più divulgativo gravitano sull’Elba a bordo della barca a vela ‘Mary G.
© Riproduzione riservata
