Il bruciore di stomaco non è sempre gastrite: “L’autodiagnosi è dannosa”. I campanelli d’allarme da non ignorare
Il bruciore di stomaco non è sempre gastrite: “L’autodiagnosi è dannosa”. I campanelli d’allarme da non ignorare
Il bruciore di stomaco non è sempre gastrite: “L’autodiagnosi è dannosa”. I campanelli d’allarme da non ignorare
Dall’Helicobacter Pylori al reflusso: quel dolore allo stomaco può nascondere diversi problemi. A fare chiarezza i gastroenterologi di AIGO: “Vietate le soluzioni fai-da-te. Assumere farmaci senza controllo o sottovalutare può aggravare la situazione”. Ecco cosa fare
Il bruciore di stomaco non è sempre gastrite. Gli esperti: "Prevenire senza medicalizzare"
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Bruciore, peso dopo i pasti, cattiva digestione, dolore nella parte alta dell’addome. Sono disturbi molto comuni, spesso liquidati con una parola sola: gastrite. Ma nella maggior parte dei casi questa definizione viene usata in modo improprio. E il rischio non è solo semantico: chiamare “gastrite” qualsiasi fastidio digestivo può portare ad automedicarsi, assumere farmaci per lunghi periodi senza controllo o, al contrario, sottovalutare segnali che meriterebbero una valutazione medica. A fare chiarezza sono gli specialisti di AIGO, l’Associazione Italiana Gastroenterologi ed Endoscopisti Ospedalieri, che richiamano l’attenzione su un punto fondamentale: la vera gastrite non coincide semplicemente con il bruciore di stomaco. “Il primo punto fondamentale è che gastrite non significa semplicemente dolore o bruciore allo stomaco”, spiega il dottor Guido Manfredi, consigliere nazionale AIGO. “Molti disturbi che i pazienti definiscono gastrite sono in realtà reflusso gastroesofageo, dispepsia funzionale (quel senso di pensantezza allo stomaco, ndr) o altri disturbi digestivi. La vera gastrite è invece un’infiammazione della mucosa gastrica che deve essere documentata attraverso gastroscopia e biopsie”.
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L’errore dell’autodiagnosi
L’abitudine a chiamare gastrite ogni disturbo digestivo è molto diffusa. Spesso porta........
