"Portanova, condanna da confermare"
Il calciatore Manolo Portanova
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FIRENZEIl sostituto procuratore generale, Sergio Affronte, ha chiesto la conferma della condanna a sei anni, inflitta in primo grado dal tribunale di Siena, nei confronti del calciatore Manolo Portanova, e dello zio, Alessio Langella, per la violenza sessuale di gruppo ai danni di una studentessa dell’università di Siena, risalente alla notte fra il 30 e il 31 maggio 2021 nella città del Palio.
Anche i legali della giovane, che hanno preso subito dopo la parola nel processo d’Appello in corso a Firenze, si sono associati alla richiesta della pubblica accusa.Si torna in aula il 16 aprile, quando prenderà la parola l’avvocato Gabriele Bordoni, legale del centrocampista che oggi, dopo aver vestito la maglia di Juventus e Genoa, milita nella Reggiana, in serie B.
Ieri, Portanova non era in aula. C’era invece il padre, Daniele, difensore roccioso, come ai tempi in cui anch’egli giocava in serie A, dell’innocenza di suo figlio. Innocenza a cui punta anche il ricorso dell’avvocato Bordoni, depositato con l’obiettivo di ribaltare le conclusioni con cui il tribunale di Siena, nel dicembre del 2023, condannò, in abbreviato, il calciatore e lo zio. Sono stati inoltre condannati, in procedimenti che hanno camminato su percorsi diversi, anche il fratello del calciatore (all’epoca minorenne) e un amico.
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