La Giornata del Fiocchetto Lilla. Riflettori sui disturbi alimentari: "Fenomeno in crescita drammatica"
La giornata umbra sulla Rete dei servizi per i disturbi del comportamento. alimentare
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E’ una vera e propria epidemia silenziosa quella dei disturbi del comportamento alimentare. Un fenomeno drammatico e spesso sottovalutato da chi ne soffre e dalle famiglie, ma che rappresenta oggi la seconda causa di morte tra i giovanissimi dopo gli incidenti stradali. Ieri i riflettori sono tornati ad accendersi su questa emergenza con “La Giornata nazionale del Fiocchetto Lilla“ "che deve essere l’occasione per riflettere su un fenomeno in drammatico aumento in Italia e agire concretamente per prevenire e sostenere i pazienti e le loro famiglie". A dirlo è Laura Dalla Ragione, psichiatra referente DCA per la Regione Umbria, docente del Campus Biomedico di Roma e direttrice del Numero Verde “SOS Disturbi alimentari” istituito a Todi dalla Presidenza del Consiglio e dall’Istituto Superiore di Sanità. "Forse non tutti sanno che esiste un numero verde nazionale, lo 800180969, servizio anonimo e gratuito, a disposizione di tutti" tiene a sottolineare.
E per fare il sulla situazione in Umbria si è svolto a Perugia, nella sala del Consiglio della Provincia, un prezioso momento di confronto, alla presenza di numerosi esperti, inclusa la stessa Laura Dalla Regione. I dati regionali più recenti, derivanti dalla rilevazione 2025 del Ministero della salute, indicano che in Umbria sono 13.569 le persone tra i 12 e i 45 anni affette da anoressia, bulimia e disturbi da alimentazione incontrollata. Di queste 9.580 sono femminile e 3.989 maschi. Numeri che rappresentano la punta dell’iceberg, visto che molte persone non riescono ancora a chiedere aiuto. Particolare allarme desta l’abbassamento dell’età di esordio: il 30% dei soggetti colpiti è minorenne e le richieste di aiuto sono drasticamente aumentate nel post-pandemia, arrivando addirittura a triplicare. Un cambiamento significativo riguarda poi il genere dei pazienti. I disturbi alimentari non sono più una patologia esclusivamente femminile visto che tra i 12 e i 17 anni il 20% dei pazienti è costituito da maschi. Il dato conferma come il corpo sia diventato un teatro del disagio anche per i ragazzi, che hanno registrato un aumento degli accessi alle strutture di cura di ben quattro volte tra il 2020 e il 2021. Potentissimo fattore di diffusione sono i social media: i canali attraverso cui ragazzi e ragazze possono attingere a informazioni sui metodi pericolosi per perdere peso sono moltiplicati a dismisura e il tempo trascorso online influisce negativamente sull’autostima e sulla soddisfazione corporea, alimentando sintomi depressivi e l’interiorizzazione di modelli estetici irraggiungibili. Anche le patologie sono cambiate: scende l’anoressia nervosa, prevalgono soprattutto bulimia e disturbo da alimentazione incontrollata, legate al discontrollo degli impulsi. Ma emergono anche nuove declinazioni dei disturbi, come ortoressia e bigoressia.
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