Pisa, solito copione. Un’ora di orgoglio, poi un sonoro poker di sberle: con la Juve finisce 4-0
Il Pisa resiste un tempo, poi si arrende alla Juve
Pisa, 7 marzo 2026 – Fra ospitate a Sanremo e fiction, le canzoni degli 883 sono tornate di moda. Tutti ricordiamo «Gli anni»: stessa storia, stesso posto, stesso bar. Mantra ripetitivo anche di questa stagione nerazzurra dove il Pisa pare spesso ambire alla grande impresa contro le big per poi finire ripetutamente con un pugno di mosche in mano. Il Pisa non segna quasi mai (terza partita a secco di gol), ma in compenso lo subisce quasi sempre. A Torino, contro la Juve, la compagine della Torre resta pienamente in corsa fino al nono minuto del secondo tempo, quando l’uscita sciagurata di Nicolas spalanca la porta alla testa di Cambiaso e ai bianconeri, che dilagano in un poker. Sonore sberle: quarta sconfitta consecutiva. Da oltre un mese la classifica non si muove.
E dire che la serata era iniziata piuttosto bene. Dopo 28 giornate di campionato, per la prima volta, il Pisa conferma la stessa formazione della partita precedente e le scelte di Hiljemark si rivelano piuttosto azzeccate. I nerazzurri partono forte: quattro giri di lancetta e Moreo di testa impegna severamente Perin. È questa l’occasione più ghiotta di un primo tempo dove la Juve vive delle sfuriate personali di Conceição a cui risponde un Pisa organizzato e orgoglioso. Il problema è il secondo tempo…
Nella ripresa Spalletti cambia anche in attacco. Boga al posto di David per spostare Yildiz al centro. E il Pisa, costante ormai puntuale di un’intera stagione, si spegne all’improvviso e capitola malamente. La testa di Cambiaso su errore di Nicolas è il primo atto della resa. Dieci minuti dopo il palo di Locatelli si trasforma in un assist facile facile per il tap-in di Thuram. La partita smette di esistere ed è solo vetrina per gli avversari: Yildiz firma il tris, Boga nel recupero sigla il 4-0. Ennesima mazzata.
E adesso? Il Pisa torna a giocare di domenica, appuntamento all’Arena alle 15 con il Cagliari. Inutile anche pensare, in simili condizioni, alla classifica. Sarebbe già sufficiente tornare a fare punti e magari qualche gol (a proposito, Tramoni è sparito). Intanto l’ultima e unica vittoria del campionato risale al 7 novembre scorso: sono passati 120 giorni. Eternità, per restare in tema musicale, proprio come cantava Ornella Vanoni.
JUVENTUS (4-2-3-1): Perin; Kalulu, Bremer, Gatti (46' Kelly), Cambiaso; Locatelli, Thuram (77' Koopmeiners); Conceiçao (77' Miretti), McKennie, Yildiz (83' Kostic); David (46' Boga). All. Spalletti.
PISA (3-5-2): Nicolas; Calabresi (76' Iling-Junior), Caracciolo, Coppola; Leris (60' Cuadrado), Hojholt (60' Piccinini), Aebischer, Marin (60' Loyola), Angori; Moreo, Durosinmi (76' Stojilkovic). All. Hiljemark.
Arbitro: Sacchi di Macerata.
Marcatori: 9’ st. Cambiaso, 20’ st. Thuram, 30’ st. Yildiz, 48’ st. Boga.
Ammoniti: Marin, Leris, Caracciolo e Bremer.
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