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“Ha agito come se fosse stato il padre di quei ragazzi”, parlano i migliori amici di Giacomo Bongiorni

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I migliori amici di Giacomo Bongiorni con Mara Venier a Domenica In

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Massa, 19 aprile 2026 – “Quando noi da piccoli sbagliavamo, i nostri genitori e non solo, gli adulti in generale, ci rimproveravano. Perché dovevano insegnarci e farci capire che avevamo commesso un errore. Giacomo ha agito così, facendo quello che gli era stato insegnato. Ha agito come se fosse stato il padre di quei ragazzi”. Così facendo però, Giacomo Bongiorni ha trovato la morte. A parlare, negli studi di Domenica In, sono Marco Gentili, Davide Nicolini ed Emanuele Pernice, i migliori amici del 47enne ucciso a Massa lo scorso 11 aprile. Davanti a Mara Venier, il dolore si mescola ai sorrisi nel ricordo di chi è stato Giacomo.

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La dinamica del dramma

All’inizio della puntata, prima di far parlare gli amici di una vita di Giacomo, viene ripercorso quello che è accaduto in quella maledetta notte nel centro di Massa. Giacomo Bongiorni era con la compagna Sara, il cognato e il figlio di 11 anni.  Una serata tranquilla finché un gruppo di giovani inizia a lanciare bottiglie di vetro contro la vetrina di un negozio. Giacomo non si volta dall’altra parte. Interviene, rimprovera, cerca di dare quel “segnale civico”, quei valori che gli erano stati insegnati fin da piccolo. 

La risposta del branco è di una violenza inaudita: un pugno lo abbatte, poi calci e pugni mentre è a terra, inerme. Un’aggressione brutale consumata sotto gli occhi del figlio. Per quell'omicidio oggi ci sono tre fermati: due maggiorenni e un diciassettenne, ex promessa della boxe. Le accuse sono pesantissime: concorso in omicidio volontario e rissa aggravata.

Il ricordo degli amici: “Era un babbo dolcissimo”

“Vogliamo ricordare Giacomo per l’uomo che era”, dicono gli amici in studio. “Un bravissimo ragazzo, l’amico della porta accanto, un babbo dolcissimo e altruista. Aveva due occhi azzurri che parlavano da soli”. Cresciuto nella comunità di Mirteto, Giacomo era un uomo semplice: amava la sua famiglia, la Fiorentina, le passeggiate nei boschi a cercar funghi e il suo cane. A luglio avrebbe dovuto sposare la compagna Sara.

La telefonata: “Sei seduto? Hanno ammazzato Giacomo”

Il racconto del momento in cui hanno appreso la notizia è uno squarcio nel cuore: “Mi ha telefonato mio fratello”, racconta Marco, “mi ha detto: ‘Sei seduto? Hanno ammazzato Giacomo’”. Un altro ha saputo dalla sorella, infermiera al pronto soccorso: “Non poteva credere che fosse lui, il ragazzo di paese che conoscevamo tutti”.

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Intervenire per insegnare ai più giovani

Il dibattito si sposta sul senso del gesto di Giacomo. Per gli amici non ci sono dubbi: “Ha fatto la cosa giusta, anche per suo figlio. Se non avesse detto nulla, il bambino avrebbe pensato che lanciare bottiglie fosse un gesto normale”. Un concetto ribadito dal giornalista Salvo Sottile, presente in studio: “Oggi l’adolescente non riconosce più l’autorità dell’adulto. I social sono un moltiplicatore d’odio che vince sulla gentilezza”.

Giacomo ha agito come se fosse stato il padre di quei ragazzi

“Perché se vedo qualcosa che non va devo stare zitto?”, si chiede Davide. “Siamo a Massa, in Italia, un paese civile”. “Noi – spiega ancora Davide – siamo stati cresciuti in un modo in cui quando sbagliavamo da piccoli, non solo i nostri genitori, ma anche i genitori di altri bambini, ci rimproveravano. E Giacomo ha agito come gli è stato insegnato. Lui ha agito come se fosse stato il padre di quei ragazzi. E loro in cambio lo hanno massacrato di botte davanti a un bimbo di 11 anni”. 

In migliaia a Massa per i funerali di Giacomo Bongiorni (Foto Paola Nizza)

La lettera degli amici

In una lettera letta in studio, gli amici salutano così: “Giacomo è intervenuto non solo per senso civico, ma perché era un uomo genuino, cresciuto con i valori della strada, ma quella sana, fatta di rispetto e di cose semplici. I media si sono concentrati sul buio della sua morte. Noi dobbiamo rimanere concentrati sulla luce della sua vita. Vogliamo ricordare i suoi sorrisi, i suoi sbagli, i viaggi e tutto il percorso che lo ha fatto diventare l'uomo che era. Giacomo era i boschi che amava attraversare, era la pace che trovava cercando i funghi, era l'amore immenso per la sua compagna, per i suoi figli, era la passione per la Fiorentina, le passeggiate silenziose con il suo cane. Questi erano i valori che viveva ogni giorno. Questo era Giacomo”.

In conclusione, gli amici di Giacomo hanno donato una maglietta con il suo volto a Mara Venier, come simbolo di una battaglia di civiltà che Massa non vuole perdere. “Dobbiamo cambiare rotta – concludono gli amici – perché siamo arrivati al capolinea”.

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