Trasporti Ferrovia chiusa, disagi per i pendolari
Lavori sulla linea ferroviaria lungo la tratta Pontremoli-Berceto
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La primavera porta, puntuale come un rito ormai stanco, l’annuncio delle interruzioni ferroviarie sulla Pontremolese. Ma quest’anno il copione si fa più pesante: un mese e mezzo di chiusura, tre diversi programmi di bus sostitutivi, comunicazioni arrivate all’ultimo minuto e territori che, ancora una volta, si scoprono spettatori di decisioni prese altrove. La tratta Pontremoli–Berceto sarà interrotta dal 20 aprile al 29 maggio, un periodo particolarmente lungo che coinvolgerà pendolari, studenti e lavoratori della Lunigiana. A denunciare la situazione è Jacopo Ferri, che in una nota parla di "scelte calate dall’alto" da parte di Trenitalia e Regione Toscana, senza un confronto preventivo con istituzioni scolastiche, enti locali e associazioni dei pendolari.
La programmazione dei lavori prevede tre diversi schemi di bus sostitutivi, con il rischio di lasciare scoperti alcuni orari cruciali, soprattutto per gli studenti che utilizzano sia la Pontremolese sia la linea Lucca–Aulla. La complessità aumenta nella settimana dal 4 al 10 maggio, quando l’interruzione sarà estesa alla tratta Aulla–Berceto. Dall’8 al 10 maggio, inoltre, la circolazione ferroviaria sarà completamente sospesa da La Spezia a Berceto, con bus chiamati a coprire l’intero percorso.
A rendere più tesa la situazione è anche la tempistica delle comunicazioni: i sistemi informativi di Trenitalia sono stati aggiornati solo l’11 aprile, mentre molti sindaci – "non tutti", sottolinea Ferri – sono stati contattati appena in questi giorni per segnalare eventuali criticità all’indirizzo regionale dedicato.Il timore, condiviso da amministratori e pendolari, è quello di rivivere i disagi già sperimentati negli anni passati: ritardi, coincidenze mancate, sovraffollamento dei bus e difficoltà logistiche per studenti e lavoratori.Ferri ricorda inoltre che si attendono ancora risposte ufficiali sulle richieste avanzate dall’assessore regionale ai trasporti, che avrebbe sollecitato Rfi a ridurre la durata della chiusura sulla tratta Minucciano–Aulla, anche per limitare l’impatto del traffico merci su gomma.
"Per la Pontremolese – osserva Ferri – si è proceduto ancora una volta senza valutare gli effetti sui territori. Altro che Toscana diffusa: qui ci sentiamo parte della Toscana delusa, quella più fragile e meno popolosa". Il consigliere regionale annuncia infine un’interrogazione all’assessore competente, chiedendo di rinviare l’avvio delle interruzioni finché scuole, pendolari, Comuni e rappresentanze studentesche non saranno ascoltati insieme, così da definire un quadro chiaro delle esigenze locali. Nel frattempo, i timori restano: iscrizioni scolastiche in calo, famiglie che scelgono di spostarsi altrove, turisti costretti a percorsi complicati per raggiungere la Lunigiana. Un territorio che continua a crescere grazie alla propria rete locale, ma che chiede con forza di non essere lasciato indietro. La partita si gioca ora sul filo dei prossimi giorni: se non arriverà un ripensamento, dal 20 aprile la Lunigiana dovrà affrontare un nuovo, lungo periodo di mobilità rallentata.
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