Mancano i medici di base, l’Asl prova a correre ai ripari. Ma intanto il soccorso lo fanno ‘corsisti’ e anziani
Mancano i medici di base, l'Asl corre ai ripari
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Massa Carrara, 24 marzo 2026 – Servizio di neuropsichiatria infantile, mancanza di medici di famiglia, liste d’attesa e pazienti costretti a recarsi lontano dalla residenza. Sulle tante, troppe criticità della sanità pubblica, e dopo l’esposto annunciato dall’Unione sindacale di base (Usb) e le denunce dei nostri lettori, arrivano le precisazioni da parte dell’Asl Toscana nord ovest, che assicura la “massima attenzione verso i bisogni di salute dei cittadini, in particolare delle fasce più fragili, sempre nei limiti imposti dalle risorse disponibili, con l’obiettivo costante di non lasciare solo nessuno, lavorando quotidianamente per efficientare i servizi esistenti”.
Neuropsichiatria infantile
L’Asl si dichiara “consapevole delle difficoltà segnalate dalle famiglie e del disagio causato dai tempi di attesa per le prime valutazioni diagnostiche. Tuttavia, è doveroso precisare che la carenza di specialisti in Neuropsichiatria infantile non è un fenomeno locale, ma una criticità di carattere nazionale che colpisce l’intero sistema sanitario. Nonostante i ripetuti bandi di concorso e le procedure di mobilità attivate, il reperimento di tali figure professionali risulta estremamente complesso a causa dell’esiguità di specialisti formati a livello accademico”. L’Asl è comunque impegnata a reperire altre neuropsichiatre infantili. E’ stato firmato a metà febbraio il verbale di assunzione di tre nuove professioniste, due delle quali sono state assegnate a partire dal 1° marzo di quest’anno all’ambito territoriale di Massa Carrara. L’azienda sta inoltre mettendo in atto una serie di interventi mirati e sta gestendo le liste d’attesa secondo criteri di priorità clinica. “I casi urgenti o con profili di rilevanza elevata – afferma – vengono infatti presi in carico con percorsi dedicati, cercando di garantire la continuità terapeutica ove possibile”.
Sul fronte dei medici di famiglia nonostante la nota difficoltà a reperire queste figure, l’Asl Toscana nord ovest sostiene che sta mettendo in campo “tutte le azioni possibili per garantire un’assistenza adeguata da parte dei medici di medicina generale”. In particolare sta lavorando su due fronti: da un lato anticipando l’ingresso dei giovani, attraverso i ’corsisti’, i medici che stanno frequentando il corso triennale; dall’altro, prolungando la permanenza in servizio degli ’anziani’ che, nelle zone carenti, su base volontaria, possono restare in servizio fino a 73 anni. Anche in provincia, come negli altri territori aziendali, si è inoltre provveduto ad elevare a 1.800 assistiti il massimale dei professionisti disponibili. “E’ poi in corso – sottolinea l’Asl – un’autentica rivoluzione della sanità territoriale: i nuovi medici entrano automaticamente nel cosiddetto ruolo unico di assistenza primaria (Ruap) e il loro contratto prevede un monte ore obbligatorio da svolgere nelle strutture territoriali – Case di comunità, Ospedali di comunità – variabile in base al numero di assistiti. L’obiettivo per il prossimo futuro è appunto quello di far diventare le Case di comunità un punto di riferimento fondamentale per i cittadini sul territorio, offrendo anche servizi diagnostici di primo livello e attività ambulatoriale multispecialistica”.
Mobilità dei pazienti
Per ciò che concerne l’attesa e le sedi delle visite specialistiche, l’azienda sanitaria sottolinea che l’offerta di prestazioni a livello di area vasta permette di garantire l’erogazione del servizio entro i tempi previsti dalla legge, anche se questo può comportare in effetti spostamenti tra territori. L’Asl è però impegnata a migliorare questi percorsi, anche grazie al potenziamento delle Case di comunità che si stanno attivando, per riportare la specialistica il più vicino possibile al domicilio dell’utente.
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