I colleghi di Bongiorni: “Niente potrà riempire il vuoto, ma aiutiamo la sua famiglia”
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Massa, 15 aprile 2026 – “Un dolore troppo grande. Giacomo metteva allegria solo a vederlo quando arrivava al mattino al lavoro. La sua vita era improntata sui vecchi valori della famiglia italiana, quella di una volta”. In via Dorsale, nell’area dell’ex Dalmine dove ora c’è la sede della “Tecnoservice Impianti Massa” e dove Giacomo Bongiorni lavorava da sedici anni, il dolore lo hanno trasformato in azione. E l’azione oggi è fare qualcosa per aiutare i suoi due figli. “In tanti ci hanno chiamato e continuano a chiamarci chiedendo di poter fare qualcosa per aiutare la sua famiglia. Abbiamo parlato con l’ex moglie e da lei abbiamo avuto l’autorizzazione per organizzare una raccolta fondi”.
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Il conto aperto è intestato all’amministratore della società Massimo Pucci (“Non potevamo fare diversamente” spiega), e nella causale deve essere indicato: “raccolta fondi a favore dipendente Bongiorni Giacomo”. Il conto mirato a sostenere la famiglia è stato aperto presso la filiale di Massa di BPM e l’Iban è IT84T0503413643000000008668. Un’altra raccolta fondi “a favore del collega e caro amico Giacomo Bongiorni” è stato aperto dal Cral dello stabilimento Nuovo Pignone di Massa “per dare sostegno alla famiglia colpita da questo grave lutto, coscienti che niente potrà mai riempire il vuoto lasciato”. Chi volesse fare un bonifico bancario può farlo sul conto corrente intestato a Cral Nuovo Pignone Massa 2003, Iban IT34A0103013600000063448212, indicando come causale “Donazione alla famiglia di Giacomo Bongiorni”.
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"Era un amico, siamo cresciuti insieme”
“Non era solo un dipendente, Giacomo era anche un amico: siamo cresciuti insieme al Mirteto” spiega Massimo Pucci, l’amministratore della società Tecnoservice, specializzata in impianti industriali legati al settore dell’energia, che ha nel ‘Nuovo Pignone’ uno dei principali ma non l’unico cliente. Una società con circa sessanta dipendenti e quasi altrettanti lavoratori dell’indotto. Giacomo Bongiorni era entrato nell’azienda massese sedici anni fa come carpentiere, dopo altre esperienze lavorative, e aveva ben presto dimostrato la sua serietà e le sue capacità diventando caposquadra. Era un punto di riferimento, professionale e personale, e la sua morte lascia un vuoto difficile da colmare anche per loro, raccontano i colleghi. Un dolore che provano a lenire trasformandolo in solidarietà per aiutare l’ex moglie di Giacomo a garantire ai due figli il supporto economico di cui hanno bisogno, quel supporto che era per il padre ragione di vita.
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