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Pd, partito senza "pace". CasaDem e la segreteria: "Scelte a titolo personale"

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01.03.2026

Carlo Emanuele Trappolino

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Nel Partito Democratico non c’è pace, come sempre. Ieri l’annuncio degli ingressi dei componenti di Casa Democratica (la corrente interna guidata da Emanuele Trappolino che ha perso il congresso in segreteria regionale).

Oggi però la presa di distanza degli esponenti della stessa corrente. "Facciamo i migliori auguri di buon lavoro a quanti, dopo aver condiviso fin qui il percorso di Casa Democratica – affermano –, hanno scelto di entrare, oggi, in segreteria regionale. Tuttavia, ci preme sottolineare che tale scelta è avvenuta a titolo del tutto personale, perché non condivisa, non coerente coi principi che ci hanno ispirati né rispettosa del mandato che gli elettori al congresso ci hanno consegnato".

"L’unità del partito non si costruisce distribuendo singoli strapuntini e appuntando medagliette al bavero, ma nel rispetto delle persone e dei percorsi e, soprattutto, nel rifiuto del settarismo e del frazionismo, posture che non possono appartenere a un partito di ispirazione progressista e popolare. Per questo Casa Democratica ha condotto una battaglia perché il segretario regionale rispettasse gli impegni presi – a partire dalla vicesegreteria, fino ad arrivare alla presidenza dell’assemblea - all’esito del congresso e per far cadere i veti, personali, strumentali e non sostenuti da ragioni politiche, posti su alcuni rappresentanti indicati da CasDem per l’esecutivo.

Il tradimento della parola data, la discriminazione delle persone, la delegittimazione delle sensibilità politiche non possono trovare cittadinanza nel Pd (e nemmeno in Casa Democratica) e su questo continueremo la nostra battaglia. Ora la nostra priorità resta il referendum – conclude CasaDem – che richiede una mobilitazione plurale e capillare da parte di tutti a sostegno del No".

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