Caos autotrasporto. Cna all’attacco: "Azione immediata contro la speculazione"
L’eccezionale impennata del gasolio sta portando al collasso "I mezzi rischiano di fermarsi: il viaggio costa più del guadagno".
L’eccezionale impennata del costo del gasolio, alimentata da fenomeni speculativi inaccettabili, sta portando l’autotrasporto italiano oltre il punto di rottura. L’aggiornamento dei Valori indicativi di riferimento pubblicato dal Ministero dei Trasporti il 17 marzo scorso, certifica un aumento del costo del gasolio del 30,09% rispetto a giugno 2025. Per un autoarticolato (Classe D), questa variazione si traduce in un incremento dei costi totali di esercizio tra il 6% e l’8%. "Le imprese non possono assorbire interamente un rincaro di questo tipo senza andare in perdita – dice Michele Demi, presidente di Cna Fita Grosseto – Il rischio è che i mezzi rimangano fermi, perché il viaggio costa più del guadagno". Per questo, Cna Fita pur riservandosi di verificarne i criteri applicativi, riconosce l’importanza delle misure introdotte dal Governo per mitigare l’emergenza, auspicando che tali interventi evolvano in una misura strutturale e proporzionata al gravissimo danno economico che le imprese stanno subendo. Tuttavia, i prezzi del carburante continuano a crescere in maniera irrefrenabile, alimentati da dinamiche di mercato del tutto incomprensibili che vanificano istantaneamente gli sforzi introdotti dal Governo. "Il taglio delle accise di 20 centesimi – prosegue Demi -, pur garantendo un parziale sollievo alla liquidità, viene di fatto ‘mangiato’ da una speculazione fuori controllo, rendendo il beneficio impercettibile per le imprese di autotrasporto". "Chiediamo quindi – continua Demi – un intervento ispettivo a tappeto, immediato e severo, sui meccanismi di formazione dei prezzi, con particolare attenzione ai rifornimenti extra-rete. È inaccettabile che distorsioni di mercato così marcate rendano sterili i provvedimenti, lasciando i vettori nell’impossibilità di percepire il reale sostegno dello Stato". In ogni caso, le agevolazioni non possono sostituirsi a un corretto assetto tariffario. Per questo Cna Fita invita le imprese a non subire il "ricatto commerciale" e a utilizzare le tutele conquistate nel corso degli anni quali strumenti per arginare la crisi e le tensioni sociali.
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