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Muore e lascia la cena pagata a tutti. “Ricordatemi con un brindisi”

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21.03.2026

Francesco Guerrera insieme alla sorella Francesca, insieme fino alla fine

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San Giovanni (Arezzo), 21 marzo 2026 – Trasformare il giorno del proprio funerale in un momento di festa e condivisione. Si chiama “Funeral Party”, prende origine dall’America e non è altro che un modo decisamente diverso dai soliti canoni di ricordare un defunto con un buffet subito dopo le esequie senza lacrime o brutti ricordi che tengano. Così ha scelto di fare Francesco Guerrera, 54 anni da compiere, morto mercoledì mattina dopo una brutta malattia che dopo appena tre mesi non gli ha dato scampo.

Il lavoro nel ristorante di famiglia

Persona ben conosciuta a San Giovanni, fino a poco tempo prima dell’insorgere del male lavorava nel ristorante di famiglia “Da Giovannino” nel pieno centro storico della città natale di Masaccio, una storia questa lunga ben 42 anni durante i quali lui, la sorella Francesca alla pari dei genitori hanno servito le loro specialità a tutti i sangiovannesi e a quanti, anche solo di passaggio, si sono fermati in Piazza della Libertà.

Nel 2020 la morte del padre

Nel 2020 la perdita del suo pilastro principale, il padre Giovannino morto di Covid, poi nel dicembre scorso l’altra doccia ghiacciata: “Mio fratello - afferma Francesca rimasta ora sola a gestire il ristorante assieme alla madre - ha cominciato a non sentirsi bene e dopo una serie di esami abbiamo purtroppo scoperto il male che era già in fase avanzata”.

Visite su visite a Firenze, il tempo che scorre e il male che non accenna a regredire. Ciononostante la forza di andare avanti c’è ma la sentenza purtroppo è già scritta.

La sua ultima volontà: “Organizzate una festa per ricordarmi”

Ed è qui che accade un qualcosa di impensabile: “Francesco sapeva già che non ce l’avrebbe fatta, ha trascorso le ultime settimane di vita a Firenze serenamente perché come più volte ci ha detto aveva vissuto bene i suoi quasi 54 anni. Ha affrontato la malattia con una forza incredibile”. Fino a pochi istanti prima di lasciare la vita terrena, con una richiesta ben precisa: “Ci ha chiesto di organizzare una festa in suo ricordo al ristorante perché non c’era ragione di piangere o disperarsi. E noi siamo felici di poterlo accontentare”.

Non in un giorno qualunque però, e c’è una motivazione dietro alla sua volontà: “Ha chiesto espressamente che venisse fatta di mercoledì perché è il nostro giorno di chiusura di modo che non intralci il lavoro quotidiano. Peraltro è morto sempre di mercoledì, evidentemente era destino dovesse accadere anche questo”.

Una raccolta fondi per l’associazione Coscioni

Un’altra volontà ha poi espresso, e la festa che si terrà nel suo ristorante servirà anche a questa causa: “Una raccolta fondi per l’associazione Luca Coscioni che sostiene il diritto all’eutanasia. Lui ha sofferto molto nelle ultime ore di vita e ha ben capito purtroppo l’importanza della battaglia”.

I funerali di Francesco Guerrera si terranno proprio mercoledì prossimo a San Giovanni alle 16 nella centralissima Chiesa di San Lorenzo. Poi, il trasferimento al ristorante poco distante, per alzare i calici al cielo in suo ricordo. E saranno sicuramente in tanti ad assecondare la sua volontà.

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