Viareggio, grandi manovre all’ingresso del porto: tracciata la “strada” del sabbiodotto
Il sopralluogo del sindaco Giorgio Del Ghingaro, insieme al segretario dell’Autorità Portuale Massimo Lucchesi, al cantiere del sabbiodotto
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Viareggio, 28 febbraio 2026 – Sul Molo i lavori per la realizzazione del nuovo sabbiodotto – finanziato dalla Regione con 7,3milioni di euro, per risolvere l’atavico problema dell’insabbiamento del porto – sono diventati un’attrazione. Col cantiere seguito passo passo da capannelli di curiosi, che discutono, immaginano, suggeriscono... E l’intervento – avviato lo scorso marzo – ieri è arrivato ad un punto di svolta.
Con la tecnica Toc, di trivellazione orizzontale controllata – che permette la posa di condotte sotterranee senza scavi – i tecnici della ditta Doronzo hanno tracciato la rotta (a 16 metri di profondità, sotto il fondale) per il futuro by-pass. Di fatto creando il primo collegamento – col passaggio di un tubo di servizio, propedeutico alla posa delle due condotte del sabbiodotto – fra il “pennello intercettore“, realizzato sul fianco della diga foranea, per raccogliere la sabbia che portata dalle correnti si accumula all’ingresso del porto, e quello “recettore“, in corrispondenza del monumento dell’Attesa, dove i sedimenti saranno spinti. Un fase importante dell’intervento, “Perché di fatto rappresenta l’apertura della strada al sabbiodotto” spiega il segretario dell’Autorità Portuale Massimo Lucchesi.
Ad aprile il cantiere sulla spiaggia verrà smantellato per lasciare spazio agli ombrelloni del bagno Flora. “Poi a settembre – aggiunge Lucchesi – proseguiremo con il completamento dell’opera”. E mareggiate permettendo – che quest’inverno hanno condizionato i tempi dei lavori – entro dicembre la ditta Doronzo dovrebbe completare l’infissione dei tubi che rappresentano il corpo centrale del nuovo sabbiodotto. “E per l’anno nuovo – confida il segretario dell’Authority – l’opera potrà entrare in funzione”. La sabbia, spinta da Sud, finirà intrappolata dalla barriera del Muraglione, dove è stato creato il pennello d’entrata.
“E a quel punto potrà essere raccolta dalla draga” ed eventualmente – trattata come rifiuto speciale – utilizzata per il ripascimento delle coste vittima dei fenomeni di erosione in base ai protocolli che saranno definiti dalla Regione; “Oppure – prosegue Lucchesi – spinta all’interno del sabbiodotto, e diretta vero il pennello d’uscita”. Dove saranno collegati dei tubi mobili che permetteranno di indirizzare i sedimenti nelle aree della costa viareggina rosicchiate dal mare.
“Si tratta di un’opera di libertà – commenta il sindaco, Giorgio Del Ghingaro – perché una volta completata permetterà di spalancare la porta dell’approdo di Viareggio, superando l’ostacolo dell’insabbiamento e i limiti dell’escavo”. Inserita nel protocollo tra Comune e Regione per lo sviluppo del porto, insieme all’asse di penetrazione. A proposito del quale “Sono in fase di aggiudicazione i lavori per la realizzazione del tratto tra via Nicola Pisano e la via d’Indipendenza finanziato dalla Regione – annuncia il sindaco – ed entro la primavera contiamo di aprire il cantiere”. “Ma perché l’opera sia funzionale – conclude Del Ghingaro – occorre arrivare fino al mare. Per l’ultimo tratto stiamo ancora aspettando le autorizzazioni dalla Regione. Se come promesso arriverà anche il finanziamento bene, altrimenti il Comune ha le risorse necessarie per procedere in autonomia”.
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