Prevenzione: "Scarsa cultura nei giovani"
L’angiologo e presidente dell’Associazione Oncologica Pisana (Aopi) Marco Rossi presenta la settimana oncologica
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"I giovani purtroppo sottovalutano troppo il valore della prevenzione, preferendo spesso comportamenti nocivi che rischiano di radicarsi nel tempo". Sono queste la parole dell’angiologo e presidente dell’Associazione Oncologica Pisana (Aopi) Marco Rossi che, nel presentare gli eventi per la 35esima edizione della Settimana Oncologica, invita a smontare una convinzione tanto diffusa quanto pericolosa: "La giovinezza non rappresenta una barriera protettiva dagli effetti tumorali o cardiovascolari causati". Le evidenze scientifiche - compresi alcuni studi dello stesso Rossi - parlano chiaro: "Atteggiamenti ormai spesso diffusi tra gli adolescenti come fumo di sigaretta, abuso di alcol o uso di sostanze agiscono negativamente sulla salute fin dalla giovanissima età". E non solo loro: "Anche l’obesità, spesso banalizzata o sottovalutata, ha delle ripercussioni sfavorevoli sulla funzionalità vascolare quando si è giovani. Per questo la prevenzione gioca un ruolo fondamentale". Il problema, però, è che questo messaggio fatica ad arrivare. O meglio, arriva ma non attecchisce. "La popolazione giovane sottovaluta molto il fattore preventivo oncologico - continua Rossi - per questo serve un maggiore impegno per inculcare l’importanza della prevenzione tumorale e non solo, fin dall’adolescenza. Dalla scuola, alla società civile al mondo dell’associazionismo, tutti devono fare la loro parte per offrire stimoli positivi e promuovere corretti stili di vita ai ragazzi".
Ma perché le giovane generazioni tendono a ignorare questi rischi? Le ragioni, secondo il professore, sono due: "La prima è la scarsa conoscenza: molti non hanno piena consapevolezza dei rischi né dell’importanza della prevenzione per individuare precocemente i segnali di una malattia oncologica. La seconda è ancora più subdola e riguarda il fattore emulativo negativo del gruppo, che può spingere verso comportamenti dannosi". A questo si è aggiunto un elemento recente: la solitudine sociale durante la pandemia che "ha incentivato atteggiamenti nocivi come il fumo di sigaretta e, in misura minore, l’uso di sostanze stupefacenti". Insomma, le cause per i nostri ragazzi sono molteplici e bisogna necessariamente iniziare un percorso virtuoso per coinvolgere fin da adolescenti nella cultura della prevenzione. "Chi non fa prevenzione da giovane - conclude Rossi - tende a mantenere le stesse abitudini anche da adulto, e purtroppo quando capisce l’importanza il danno può essere già stato fatto".
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