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Riunione di condominio al Puccini: "Liti tra vicini? Per l’odore di fritto"

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01.04.2026

’La riunione di condominio’ di Casa Surace in scena stasera al Puccini di Firenze

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Dallo schermo dello smartphone alle poltrone del Teatro Puccini: il salto di Casa Surace dal web al palco celebra dieci anni passati a raccontare un’Italia che non ha mai smesso di ridere di se stessa. Scritto dai fondatori della factory creativa, lo spettacolo ’La riunione di condominio’ debutta a Firenze stasera (ore 21) con la regia di Paolo Ruffini (Vera Produzione). Sul palco, un microcosmo interpretato da Antonella Morea (La Mamma), Daniele Pugliese (Nicola ’il temerario’) e Riccardo Betteghella (Ricky ’il milanese’). Abbiamo parlato con quest’ultimo per capire come si trasforma una lite tra vicini in commedia.

Dieci anni di Casa Surace: Riccardo qual è il bilancio?

"Sono stati 10 anni in cui è cambiato il modo di comunicare. Siamo nati quando i video e la comicità si stavano trasformando grazie ai social. Riguardo indietro, ai video su Facebook di 6-7 minuti, e oggi tutto corre veloce. Provare a intercettare i trend ci fa sentire giovani, siamo felici di avere ancora qualcosa da dire. All’inizio era tutto spontaneo, poi abbiamo dovuto risettarci, ma la nostra fortuna è l’identità ’verace’: siamo tanti e riconoscibili".

Com’è stato guardare il pubblico negli occhi e non attraverso lo schermo?

"Spesso chi viene dal web porta sul palco monologhi da influencer costruiti su di sé. Noi abbiamo scelto la forma della commedia e l’interazione col pubblico, Non volevamo fare lo ’spettacolino’ ispirato ai nostri video, ma teatro vero. Volevamo una reazione spontanea, non filtrata da una tastiera. E la risata collettiva di cinquecento persone in sala non ha prezzo".

Il vostro condominio sembra l’Italia intera: esiste un rito che mette tutti d’accordo?

"La tavola è sicuramente il momento in cui si mollano le posizioni. Abbiamo scelto la riunione di condominio perché racchiude scontri incredibili: i panni che gocciolano, la puzza di fritto... Se però chi cucina offre un assaggio al vicino, anche l’odore diventa sopportabile".

Mamma Antonella dice che il fritto è convivialità. È una comicità ’resistente’ e autentica?

"È lo specchio di ciò che viviamo: dinamiche di paese, sud, famiglia. Come dice la nostra maglietta: ’Siamo nati per soffriggere’ non per soffrire. Meglio il fritto della sofferenza".

L’articolo numero uno del vostro regolamento condominiale per la felicità?

"Il saluto e il mutuo soccorso. Non voglio generalizzare, ma a Milano ho vissuto condomini più distaccati, eppure basterebbe cortesia. Bisogna smettere di guardare solo il proprio orticello e darsi una mano: è il punto fondamentale della vita".

Casa Surace unisce generazioni diverse: la famiglia è l’ultimo luogo dove ci si parla?

"Deve esserlo. In un’epoca di individualismo, mantenere il legame con le radici è fondamentale per restare umani e trovare la propria identità".

Cosa portate nel ’pacco da giù’ per il pubblico del Puccini? E dobbiamo aspettarci un pesce d’aprile?

"È vero è il 1° aprile! Prepareremo di certo uno scherzo speciale per Firenze. Il pubblico fiorentino è esigente, nel pacco magari porteremo la mozzarella che ancora è difficile trovarne buone fuori. Ma adoro l’umorismo toscano: in regia c’è Ruffini che ha messo del suo. Sarà un incontro tra autoironie".

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