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La Fiera cala l’asso del superponte: è fatta per la tre giorni di maggio. Semaforo verde dagli antiquari

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07.03.2026

La Fiera di maggio si allunga al terzo giorno: disco verde degli antiquari alla disponibilità manifestata dal Comune

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Arezzo, 7 marzo 2026 – Chi Vespa vola alla Fiera. La Fiera di maggio, il gioiello del ponte, un ponte tirato dall’inverno ormai definitivamente alle spalle e con l’estate che torna. E soprattutto nel cuore delle edizioni di primavera, da sempre tra le più gettonate dell’anno. Il raduno nazionale della Vespa è il primo, secondo una tradizione rodata. E stavolta ci sarà anche l’antiquaria. Perché gli espositori hanno detto sì. La maggioranza per una volta vince.

Il censimento fatto tra gli operatori già dalle prime ore aveva indicato una netta prevalenza dei favorevoli. Però c’era un bel gruppo sul piede di guerra. Motivo? Semplice. Se hai un posto fisso e sei contro l’apertura della Fiera al venerdì, vorresti arrivare al sabato e trovare comunque la tua piazzola. Ma se assegni i posti un giorno prima quella piazzola non può essere garantita. Una resistenza tenace, almeno 40 operatori a sostenerla contro gli oltre 170 pronti ad atterrare in centro per la festa del lavoro.

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Il quiz è passato all’assessore Simone Chierici: da sempre favorevole alla tre giorni ma che da sempre ha chiarito di vincolarla alla richiesta dei protagonisti. E stavolta Chierici è andato fino in fondo. Anche venendo incontro agli operatori. Intanto consentendo loro di montare i banchi al giovedì pomeriggio lì dove il traffico lo rende possibile: in particolare in piazza Grande, secondo una tradizione che anche nelle edizioni ordinarie li vede arrivare la sera prima.

E poi decidendo la gratuità assoluta del suolo pubblico nella terza giornata di mercato. Argomenti che hanno smussato il fronte dei contrari ma non del tutto. Il primo maggio ci sono in giro antiquarie alternative, in particolare quella di Gonzaga, frequentata anche da una parte degli antiquari della nostra Fiera. Ma alla fine la maggioranza ha vinto davvero. L’occasione, del resto, era oggettivamente ghiotta. Non solo perché questo consente all’evento aretino di coprire tutto il ponte e quindi lanciare una bella promozione in mezza Italia. Ma anche perché il primo, la città è quasi sempre affollata a prescindere dai banchi, e i mille arrivi previsti per il Vespa tour sono solo la punta dell’iceberg. Per una volta insomma la Fiera, abituata a tirare la carretta del turismo per tutti, specie nelle stagioni più mosce, può sfruttare l’abbrivio degli arrivi in città.

È chiaro: la tre giorni ha un prezzo per gli antiquari non banale. L’allungamento di un pernottamento ma soprattutto la fatica fisica: all’aperto per tre giorni dalle 8 di mattina fino almeno alle 18, dieci ore tirate. E per una edizione così lunga bisogna prevedere un carico diverso e magari qualche rifornimento in corsa. Ma è anche l’occasione più unica che rara di recuperare qualche giornata di Fiera perduta o storta, complice il maltempo, pioggia o freddo che sia. E apre la strada all’evento di giugno, quello nel quale taglierà il traguardo delle 58 edizioni: già, zitta zitta la Fiera si avvicina alle 60 candeline. Da spegnere con un soffio robusto, o con una bella sgassata di Vespa.

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