Tenta di dare fuoco all’auto dei genitori. Voleva soldi, è accusato di estorsione
Sono stati gli uomini delle Volanti a bloccare il 45enne che ha tentato di dare fuoco all'auto
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Perugia, 8 aprile 2026 – Avrebbe provato a dare fuoco all’auto dei genitori e poi li avrebbe minacciati di morte. Tutto perché voleva dei soldi che padre e madre si erano rifiutati di dargli. Denaro che, secondo quanto ricostruito, gli sarebbe servito per comprare droga. Una furia che neanche la presenza della polizia avrebbe limitato.
Lo bloccano le Volanti
L’uomo, 45 anni, con alcuni precedenti a suo carico, è stato arrestato dagli agenti della squadra volante. È accusato di estorsione. Gli agenti sono intervenuti in un’abitazione di Perugia dopo la richiesta di aiuto arrivata al numero unico di emergenza. Arrivati all’indirizzo segnalato, i poliziotti hanno preso contatti con i genitori dell’uomo, i quali hanno raccontato delle diverse intimidazioni che il figlio avrebbe compiuto, culminate con il tentativo di dare fuoco all’auto del padre e con le minacce di morte . Il tutto, come detto, per reazione al rifiuto dei familiari di dargli i soldi di cui avrebbe avuto bisogno per lo stupefacente. Il 45enne era ancora all’interno dell’abitazione all’arrivo dei poliziotti e, riferisce la questura, nonostante la presenza degli agenti, avrebbe continuato a mostrarsi poco collaborativo e a minacciare i genitori.
Aveva il divieto di avvicinamento ai genitori
Una situazione di potenziale pericolo che ha indotto gli agenti a bloccare l’uomo e condurlo in questura dove è stato possibile completare gli accertamenti a suo carico. Accertamenti dai quali è emerso che l’uomo, fino al 4 aprile scorso, era sottoposto alla misura cautelare del divieto di avvicinamento ai genitori. Per questi motivi, il 45enne è stato tratto in arresto per il reato di estorsione e, su disposizione del pubblico ministero di turno, trattenuto nel carcere di Capanne in attesa dell’udienza di convalida. Ancora un episodio di violenza domestica, un fenomeno che, anche quando non riguarda esclusivamente le donne, rappresenta una delle criticità nel territorio regionale e che continua a tratteggiare una delle criticità collaterali del fenomeno droga, il cui rilievo è stato ripetutamente tratteggiato anche in sede di inaugurazione di anno giudiziario dal procuratore generale di Perugia. Perché la diffusione dello spaccio è conseguenza del mercato. Se c’è richiesta, c’è offerta. E il consumo richiede soldi, continuamente, in una spirale che può portare, come sarebbe avvenuto in questo ultimo episodio, a situazioni al limite.
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