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L’Arezzo gioca a forza quattro. Le incognite dello sprint finale

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02.04.2026

Pattarello, Tavernelli e Bucchi

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A inizio mese era pensiero comune che marzo avrebbe potuto essere decisivo. L’Arezzo era reduce da un inizio di girone di ritorno perfetto, con sette vittorie in otto gare e la porta inviolata da circa 700 minuti.

In questi 31 giorni, invece, qualcosa è andato storto: eclatanti, in questo senso, i soli due punti raccolti in ben quattro sfide al Comunale, al netto che in casa gli amaranto avevano gli incroci sulla carta più complicati, tra cui gli scontri diretti con Ravenna e Ascoli. Il fattore campo si è rivelato un boomerang, e meno male che fuori casa, invece, Chiosa e compagni hanno fatto bene, vincendo a Campobasso e a Sestri Levante col Bra.

Un trend che però non può più bastare per vincere il campionato, ora che di punti di vantaggio sull’Ascoli ne sono rimasti solo due (tre considerati gli scontri diretti a favore). L’Arezzo, per essere certo di arrivare primo, deve totalizzare dieci punti in queste ultime quattro giornate.

Urge, quindi, ritrovare la vittoria al Comunale, non prima di aver messo il primo mattoncino sabato nel catino bollente del Riviera delle Palme di San Benedetto del Tronto, dove mancheranno ancora i tifosi amaranto, come confermato da decreto prefettizio uscito ieri.

Un elemento che, unito al calore del tifo di casa, aumenta il coefficiente di difficoltà di una gara delicatissima. Ora l’aspetto mentale farà la differenza: l’Arezzo è chiamato a reagire subito alla sconfitta con l’Ascoli, traumatica soprattutto per come è arrivata.

Allenatore e direttore sportivo devono essere bravi a infondere serenità e serrare i ranghi. Poi c’è il campo dove qualcosa deve tornare al suo posto. Per prima cosa vanno ritrovate concentrazione e lucidità in fase difensiva: dei sei gol subiti a marzo, due sono calci di rigore concessi in modo ingenuo e uno è uno svarione individuale (il primo gol dei bianconeri lunedì). Disattenzioni costate carissimo. Servirà ritrovare i giocatori sulla carta migliori del reparto offensivo, gli esterni Pattarello e Tavernelli, il cui rendimento è visibilmente calato. Per il numero 10 due sole reti da gennaio, zero a marzo. Per il tifernate tanta generosità ma scarso apporto in zona gol. Occorre anche un apporto maggiore dalla panchina e dagli innesti di gennaio.

Di buono ci sono i rientri di Guccione e Ionita, che possono rivelarsi determinanti per la volata finale che parte sabato.

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