Giovane coppia vuole sposarsi, il Comune nega le pubblicazioni. E il caso finisce davanti al giudice
Ufficio anagrafe (foto d’archivio)
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Siena, 7 aprile 2026 – “Questo matrimonio non s’ha da fare”, così i bravi intimavano a don Abbondio ne ’I Promessi sposi’ di Alessandro Manzoni. Le nozze fra Renzo e Lucia non andavano insomma celebrate. Questa volta però non ci sono di mezzo gli uomini mandati da don Rodrigo, come nel romanzo storico ambientato a inizio ’600. Sono passati secoli e a dire ’no’ alla pubblicazione di matrimonio di due promessi sposi è stato l’ufficio anagrafe di un comune del Chianti. I giovani, entrambi provenienti da un Paese straniero, si sono rivolti allora all’avvocato Danilo Lombardi per presentare un ricorso al tribunale civile contro il rifiuto appunto delle pubblicazioni. E dunque della possibilità di unirsi in matrimonio, cosa che tanto desiderano avendo entrambi anche un lavoro che consente loro di mantenersi.
Quando la coppia ha presentato la richiesta per le pubblicazioni, nel febbraio scorso, hanno corredato la domanda con un nulla osta che è stato rilasciato dall’ambasciata in Italia del loro Paese dove si afferma, in sostanza, che non esistono impedimenti per la giovane (che ha il permesso di soggiorno) a sposarsi con l’uomo che ama. Un unico documento per entrambi. Ma all’ufficio anagrafe sembra che ciò non basti. Il nulla osta dove si consente appunto alla ragazza di convolare a nozze con il connazionale non viene ritenuto sufficiente anche per l’uomo. Che, però, non si può recare all’autorità competente del suo Paese di origine rispetto al quale invoca protezione avendo dato il passaporto quando ha messo nero su bianco che voleva la protezione internazionale. Mancherebbe inoltre la dichiarazione sostitutiva della certificazione che possono ottenere, a dire dell’ufficio comunale, solo stranieri i quali già godono dello status di rifugiato.
L’avvocato Lombardi è di tutt’altro avviso. Ha contestato fermamente tali ipotesi, evidenziando che non esistono elementi ostativi al matrimonio fra i due che sono liberi, maggiorenni e non legati da vincoli di parentela. Ha pertanto chiesto al tribunale di ordinare, imporre insomma, all’ufficio anagrafe di effettuare le pubblicazioni citando tra l’altro precedenti decreti di accoglimento al riguardo emessi dai tribunali di Milano e di Genova.
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