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Il rap per sanare le ferite: a due mesi dall’omicidio a scuola, Aba diventa una canzone

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31.03.2026

Una ragazza stringe la foto di Abanoub Youssef

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La Spezia, 31 marzo 2026 – Nella cucina dell’Istituto Alberghiero ’Casini’ le toque bianche sfrecciano da un piano di lavoro all’altro e dai fornelli al pass, in un’aula scolastica un gruppo di studenti trasforma pensieri ed emozioni in musica attraverso il linguaggio più diffuso tra la Gen-Z: il rap. Questo perché la scuola, oltre al tradizionale percorso di studi, grazie al supporto del terzo settore ha messo in campo azioni finalizzate al contrasto del disagio giovanile, un fenomeno sempre più dilagante e perciò allarmante. A maggior ragione alla Spezia, una città che sta ancora facendo i conti con il trauma di una morte inaccettabile avvenuta proprio nei corridoi di una scuola, l’istituto Chiodo, dove lo studente Abanoub Youssef è caduto sotto il fendente del compagno Zouhair Atif. Da quel giorno, lo scorso 16 gennaio, sono passati più di due mesi ma il dolore è ancora presente in tutti i loro coetanei e non solo. Ieri, nel corso della visita della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle periferie, gli onorevoli Alessandro Battilocchio (FI) e Andrea De Maria (Pd) hanno toccato con mano il grande lavoro di rimarginazione di questa ferita ancora aperta che viene svolto quotidianamente attraverso un esperimento virtuoso: il laboratorio di rap ’RitmAzione’, curato dal formatore e rapper Danilo ’Othavio’ Manganelli, e promosso all’interno del progetto quadriennale Futuro Aperto. Attivo dal 2022 nelle province della Spezia e della Lunigiana, Futuro Aperto – selezionato da ’Con i Bambini’ nell’ambito del Fondo per il contrasto alla povertà educativa minorile e cofinanziato da Fondazione Carispezia – si avvia alla sua conclusione, prevista per maggio 2026, dopo quattro anni di impegno.

In questo arco di tempo, ha coinvolto 25 istituti scolastici, raggiungendo oltre quattromila ragazze e ragazzi tra i 12 e i 17 anni e realizzando più di 250 attività grazie a una rete di 22 partner tra enti pubblici e organizzazioni private. In questo contesto, la presenza della Commissione – nata nel 2023 con l’obiettivo di analizzare le condizioni di degrado urbano e sociale delle città, con particolare attenzione alla sicurezza e al benessere della comunità – assume un significato ancora più rilevante: ascoltare i territori, comprendere le fragilità e contribuire alla costruzione di risposte concrete. Per l’occasione, gli studenti dell’alberghiero hanno voluto ricordare Aba dedicandogli un pezzo rap. ’Proteggici per sempre che qua non va bene niente. Abbiamo una sofferenza immane da non riuscire a respirare’ ha cantato al microfono una studentessa. Al ’Casini’, inoltre, come in altri istituti scolastici della provincia, proprio in risposta al clima di smarrimento generato dalla recente tragedia, il progetto ha promosso anche il ciclo di incontri ’Ne parliamo?’: momenti di confronto guidati da psicologi e psichiatri, come Vittorio Lingiardi, Matteo Lancini e Massimo Ammaniti, per aiutare i giovani a elaborare emozioni, paure e vissuti.

«Futuro Aperto – ha dichiarato il presidente della Fondazione Carispezia, Andrea Corradino – è stato fortemente voluto dalla nostra Fondazione, soprattutto per affrontare il tema del disagio giovanile con iniziative che hanno riguardato diversi aspetti: sportivo, ludico, formativo e psicologico. Gli ultimi eventi, estremamente allarmanti e gravi, denotano la necessità di proseguire con questo percorso di sostegno alle fragilità dei giovani». La dirigente scolastica Silvia Arrighi ha rimarcato l’importanza «dell’attenzione posta dalla Commissione parlamentare alle istituzioni scolastiche che ogni giorno devono affrontare i problemi dei ragazzi in un contesto così doloroso dopo i fatti del Chiodo. L’impatto è stato molto forte sulla città e, in particolare nella nostra scuola, perché Aba fra l’altro faceva il cameriere nel suo tempo libero come tanti nostri studenti che lo conoscevano. E’ stato un fatto inaspettato e noi abbiamo risposto dialogando e ascoltando i nostri ragazzi. I giovani vivono un contesto e un’età difficili, la nostra scuola prova a intercettare i loro malesseri, bisogni e momenti critici, ma abbiamo bisogno di supporto e di nuovi progetti finalizzati al contrasto al disagio giovanile. Attualmente abbiamo allo studio un nuovo progetto che si sta costruendo prendendo spunto dalle criticità e dagli elementi positivi di questa esperienza quadriennale». «Futuro Aperto – ha concluso il direttore della Caritas, Don Luca Palei – ha creato sinergia e sta portando frutti evidenti che sono testimoniati dal laboratorio di musica rap: uno spazio e tempo in cui i ragazzi possono esprimersi liberamente e sentirsi accolti senza il timore di essere giudicati o etichettati».

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