Sos guardia medica pediatrica: la legge c’è, manca l’assistenza
Scatta l'Sos sulla guardia medica pediatrica in Toscana
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Firenze, 9 marzo 2026 – La legge c’è, l’assistenza ancora no. La Toscana si è formalmente dotata della guardia medica pediatrica, prima regione in Italia a colmare con una legge regionale d’iniziativa popolare una lacuna della normativa nazionale. Ma alla legge, almeno per ora, non è seguita la realtà dei servizi.
La legge regionale 44 è stata approvata l’8 agosto 2025, dopo una mobilitazione che ha raccolto 35mila firme e il sostegno unanime di 25 consigli comunali. Un risultato importante. Ma se il servizio non viene attivato davvero sul territorio, il rischio è che quel primato resti soltanto sulla carta.
Il record della Toscana
E mentre la politica rivendica l’approvazione della legge, i numeri raccontano altro. Secondo i dati Agenas la Toscana detiene infatti il primato degli accessi al pronto soccorso pediatrico. Un record che si traduce in affollamento e lunghe attese. Il pronto soccorso del Meyer, a Firenze, è da tempo un simbolo di questa pressione crescente.
Il punto è semplice: se sul territorio manca un servizio pediatrico nelle ore notturne e nei fine settimana, le famiglie non hanno alternative se non l’ospedale. E in molte realtà gli ospedali con punti nascita e quindi con pediatri sono stati chiusi.
La sperimentazione della guardia medica pediatrica, prevista per sei mesi e annunciata per il 2025, avrebbe dovuto partire già da tempo, sicuramente prima dell’ondata influenzale di fine anno. Invece è stata avviata solo ora e in forma ridotta: prima con il teleconsulto e adesso con la presenza fisica dei pediatri, ma in appena due punti su quattro tra quelli individuati come più critici.
Eppure sono otto i territori toscani – cinque zone distretto e tre aree caratterizzate da difficoltà orografiche – completamente privi di assistenza pediatrica ospedaliera nelle ore notturne e nei fine settimana.
Le parole di Andrea Fiori
Una lacuna che non può essere colmata dalla guardia medica per adulti. I bambini fino ai sei anni possono essere visitati esclusivamente dai pediatri. In loro assenza, la strada obbligata resta quella del pronto soccorso.
Andrea Fiori, rappresentante delle associazioni genitori della Consulta Rete Pediatrica, è stato il promotore della mobilitazione che ha portato alla legge. La sua battaglia non si è fermata con l’approvazione.
«Adesso il punto è far funzionare davvero il servizio», spiega. Fiori ha appena incontrato l’assessora regionale alla sanità Monia Monni. «Siamo soddisfatti dell’incontro perché l’assessora ci ha assicurato che entro il 2026 la guardia medica pediatrica sarà attivata in tutte le zone carenti dove non esistono più punti nascita ospedalieri e quindi pediatrie in grado di garantire diagnosi e cure».
L’obiettivo è estendere il servizio anche nelle altre zone distretto della Toscana con ambulatori nelle Case della comunità hub.
Intanto però il quadro resta incompleto. In Valdinievole la guardia medica pediatrica è stata attivata in presenza, così come in Valdera, a Terricciola. Ma l’area che avrebbe maggiore bisogno del servizio è l’Alta Val di Cecina.
Nelle altre due zone dell’Asl Toscana Sud Est dove la sperimentazione semestrale avrebbe dovuto partire, il bando è stato pubblicato solo adesso.
E c’è un altro problema: i pediatri disponibili sono pochi e non sempre si trovano professionisti disposti a coprire turni notturni e festivi nei territori rurali.
Oggi il servizio rimane completamente scoperto in Lunigiana, Montagna Pistoiese, Casentino, Valtiberina, Valdichiana aretina, Amiata senese e grossetana e in Alta Val di Cecina.
Molte famiglie non hanno alternative: si rivolgono al privato pagando visite pediatriche, attendono il lunedì o corrono al Meyer.
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