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Giornata dei disturbi alimentari: "Non stiamo parlando di capricci. Servono cure multidisciplinari"

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14.03.2026

Le psicologhe Biasci e Mazzei (La vita oltre lo specchio) spiegano cause, cure e segnali dei Dca "Troppi pregiudizi generano sensi di colpa e vergogna ritardando la richiesta di aiuto".

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Domani è la Giornata Nazionale del "Fiocchetto Lilla", un’occasione di sensibilizzazione sui disturbi del comportamento alimentare. A parlarne sono le dottoresse psicologhe terapeute Ramona Biasci e Irene Mazzei, operatrici e volontarie dell’associazione pisana "La Vita Oltre Lo Specchio".

Cosa si intende per disturbi del comportamento alimentare?

"I disturbi del comportamento alimentare, o disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, sono disturbi psicopatologici complessi caratterizzati da un rapporto alterato con il cibo e da comportamenti finalizzati al controllo del peso e delle forme corporee. La salute fisica e il funzionamento psicologico di una persona viene compromesso e non c’è alcun legame con altre condizioni mediche o psichiatriche. Tra i più noti ci sono l’anoressia nervosa, la bulimia nervosa e il disturbo da alimentazione incontrollata."

"È previsto un percorso multidisciplinare con uno psichiatra, un medico internista, uno psicologo psicoterapeuta e un dietista. È importante che i professionisti lavorino in squadra e condividano la stessa visione del percorso riabilitativo. In media si stimano circa due anni di trattamento, anche se un intervento precoce può ridurre i tempi ed evitare che il disturbo diventi persistente."

Quali tabù riguardano i DCA?

"Ci sono ancora tanti pregiudizi che generano sensi di colpa e vergogna e ritardano la richiesta di aiuto. Tra i più diffusi c’è quello che li considera un ’capriccio’, una mancanza di volontà o una ricerca di attenzione. Un altro pregiudizio riguarda la convinzione che il disturbo debba essere visibile, cioè associato necessariamente al sottopeso. Esiste anche un tabù di genere: storicamente associati alle donne, i dca sono in aumento anche tra uomini e persone LGBTQIA+."

Come sostenere una persona affetta da DCA?

"La prevenzione e l’individuazione precoce sono fondamentali. I campanelli d’allarme sono un’eccessiva preoccupazione per peso e alimentazione, selettività nei cibi, salto o isolamento durante i pasti, rifiuto dei momenti conviviali. Possono comparire anche cambiamenti dell’umore, irritabilità, ansia, ritiro sociale e difficoltà di concentrazione. Sostenere una persona con DCA significa informarsi sulla natura del disturbo, ascoltare senza giudicare ed evitare di focalizzarsi su cibo e aspetto fisico. È importante incoraggiare la ricerca di un aiuto professionale e offrire supporto nel percorso terapeutico. L’associazione La Vita Oltre lo Specchio offre sportelli di ascolto gratuiti per fornire sostegno e orientamento ai servizi di cura presenti sul territorio pisano."

Quali sono i numeri su Pisa?

"La pandemia ha avuto un forte impatto sulla salute mentale, con un aumento di almeno il 30% dei sintomi legati ai disturbi alimentari e un incremento significativo dei ricoveri. Questa tendenza si conferma anche a Pisa. Il Centro Arianna dell’Azienda Usl Toscana Nord Ovest registra un numero maggiore di utenti e famiglie rispetto al pre-Covid, con frequenti comorbilità psichiatriche. L’aumento delle richieste di aiuto è legato anche al lavoro di informazione e sensibilizzazione svolto sul territorio dall’associazione La Vita Oltre lo Specchio."

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