“L’ecomostro che rovina la collina”. Solo perizie sull’ex hotel Paradiso
Il dibattito sull’ex hotel Paradiso si è tenuto al circolo Arci di Montecatini Alto
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Montecatini Terme, 10 marzo 2026 – La legge 109/96 sui beni confiscati a mafie compie trenta anni. Se ne è parlato in un incontro al circolo Arci di Montecatini Alto. Al centro del dibattito organizzato da Libera e sindacati lo stato attuale e il destino dell’ex Hotel Paradiso, tristemente ribattezzato come l’ecomostro della collina. L’evento pubblico si è collocato nell’ambito della mobilitazione nazionale ’Diamo linfa al bene’ lanciata da Libera che in occasione del compleanno della legge 109 del 7 marzo 1996 ha animato 109 piazze per riportare l’attenzione sull’importanza dell’uso sociale dei beni confiscati e sulla necessità di sostenere l’applicazione della legge con cui trent’anni fa l’Italia ha scelto di restituire alla collettività ciò che le mafie le hanno sottratto.
“Da allora – dice Alessandra Pastore, referente del coordinamento provinciale Libera Pistoia – sono state realizzate oltre 1200 esperienze di riuso sociale dei beni confiscati, tante anche nella nostra provincia anche con il sostegno della Regione Toscana ma occorre fare di più. Per questo Libera ha voluto rimettere al centro del discorso pubblico la consapevolezza che la lotta a mafiosi e corrotti è un bene comune e raccogliere la sottoscrizione di cartoline in tante piazze d’Italia per chiedere al Governo che il 2% del Fondo Unico di Giustizia, costituito dal denaro sequestrato e confiscato alle mafie, possa essere reinvestito per cambiare volto ai patrimoni illeciti e rigenerare i territori feriti dalla presenza mafiosa”.
Nel corso dell’incontro è stato evidenziato che l’ex Hotel Paradiso è attualmente in gestione all’agenzia nazionale che, per quanto ancora ben disposta ad accogliere proposte progettuali concretamente percorribili, ha disposto il passaggio al Demanio in quanto l’uso sociale si è rivelato impraticabile per il grave deterioramento dell’immobile e gli altri costi di ristrutturazione.
“Le difficoltà in questo senso – prosegue Pastore – sono state confermate in occasione del primo bando per l’assegnazione diretta dei beni confiscati ai soggetti del Terzo settore del 2020 che è andato deserto perché nessun soggetto del Terzo settore può accollarsi i costi della gestione dell’immobile. La perizia a vista, da considerarsi soltanto preliminare ad una più attenta e puntuale ricognizione, evidenziò un degrado consistente delle aree ispezionate determinato soprattutto dalle infiltrazioni d’acqua in corso da decenni”.
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