La bugia perfetta non ha più errori: la sfida (culturale) della disinformazione online
C'era una volta un tempo in cui il falso doveva sforzarsi per sembrare vero. Oggi è il vero a dover sudare per essere creduto. Questo paradosso, tanto semplice da enunciare quanto vertiginoso da abitare, è il filo conduttore della nuova puntata di Tech Talks, con ospite Virginia Padovese, Managing Editor e Senior Vice President Partnership per Europa, Australia e Nuova Zelanda di NewsGuard, l'organizzazione che dal 2018 prova a fare ordine in uno dei territori più caotici del nostro tempo: la fiducia nelle notizie.
Non è un mestiere che esisteva vent'anni fa. Non esisteva nemmeno dieci anni fa, in questa forma. NewsGuard nasce a New York per iniziativa di due giornalisti, Steven Brill e Gordon Crovitz, con un'idea che si smarca dal fact checking classico: invece di verificare affermazione per affermazione, l'organizzazione valuta l'affidabilità dei domini, dei siti che pubblicano informazione, applicando criteri giornalistici di trasparenza e credibilità. Un lavoro interamente umano, senza intelligenza artificiale nell'analisi, che oggi copre oltre 14.000 siti responsabili di almeno il 95% dell'engagement online con le notizie nei nove paesi in cui l'azienda opera, Italia compresa.
Quando l'intelligenza artificiale cambia le regole del gioco
Nella conversazione, Padovese descrive con chiarezza la svolta degli ultimi anni. La disinformazione, prima delle IA generative, funzionava in un modo. Oggi funziona in un altro completamente diverso, perché chi produce contenuti falsi dispone di strumenti più economici, più veloci, più scalabili e sempre più difficili da smascherare. Non è più solo un problema di intenzione, ma di capacità tecnica: il divario tra un contenuto vero e uno fabbricato si è quasi........
