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Fiorentina-Lazio, le pagelle. De Gea chiude la porta, Gosens decide

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14.04.2026

Vittoria preziosa della Fiorentina

Firenze, 13 aprile 2026 – De Gea 7,5 – Sarebbe di una banalità assoluto dire che ci sono le sue mani sulla salvezza. Non solo in questa gara. Risponde subito da campione su Zaccagni, poi in uscita è coraggioso, ma torna decisivo su Cancellieri con una parata da hockey, chiudendo i ‘gambali’. La parata più difficile sulla testata ravvicinata di Ratkov che rimbalza sul terreno viscido ma David la respinge da par suo. Sicuro nel finale su Pedro, blindando il risultato.

Dodò 6 – Si perde Zaccagni subito in avvio, ma De Gea lo toglie dai guai. Poi, sistemate le distanze con Harrison, prende spesso vantaggio sulla corsia e dialoga bene con l’inglese. Nella ripresa resta più coperto, anche per contenere le avanzate avversarie.

Rugani 6 – Deve trovare le misure su Dia e all’inizio ha qualche incertezza. Poi con il passare dei minuti prende maggiore confidenza anche se resta una prestazione timida. Esce nella ripresa anche perché pesa l’ammonizione rimediata. Dal 71’ Pongracic 6 - Deve dare concretezza: missione compiuta.

Ranieri 6 – E’ il più lucido e tranquillo là dietro. Sembra un veterano e probabilmente lo è. Sbroglia qualche situazione potenzialmente pericolosa con calma e posizione. Si arrangia sui palloni da fermo, con mestiere e arguzia. Stilisticamente rivedibile, ma conta il risultato.

Gosens 7 – Incrocia Lazzari che non è cliente semplice, come Cancellieri. Ritrova lo smalto nell’inserimento che vale il gol, prendendo il tempo a Lazzari. Ottima una diagonale a fine primo tempo su Cancellieri. Esce stremato per il lavoro nelle due fasi. Dall’80’ Balbo 6,5 – Buono l’impatto del ragazzo che non arretra e anzi spinge e si propone con personalità.

Ndour 7 – Lotta muscolare con Basic lì nel mezzo e non sfigura. Deve dettare tempi e ritmi, ma soprattutto tenere corta la squadra ed essere il primo ad andare incontro nell’uscita del pallone. Cresce nella ripresa risolvendo e gestendo il pallone con personalità.

Harrison 6,5 – Deve restare spesso ‘sotto palla’ perché Tavares più che difendere tende a spingere, ma quando può allungarsi in sovrapposizione con Dodo e il traversone (di destro) per Gosens nasce da qui. Non si tira indietro, con la tigna che lo contraddistingue.

Fabbian 5,5 – Scintille con Patric e solita dose di corsa, provando ad alzare il ritmo. Meglio rispetto all’ultima uscita, quando soprattutto aggiunge qualcosa in attacco, andando ad affiancare Piccoli lì davanti. Con poca fortuna rispetto alle intenzioni

Mandragora 6 – Si scambia con Ndour i compiti che sarebbero di Fagioli. I risultati non sono gli stessi, perché la fantasia non è della casa. Eppure Rolly gestisce e sbroglia là nel mezzo aiutando la squadra a non perdere misure e distanze. Al rientro bene così.

Fazzini 6,5 – Copre tanto campo e non si risparmia. Gestisce con intelligenza, alimentando l’azione, ma anche ripiegando quando Lazzari spinge. Preciso e concentrato, si sacrifica nella ripresa anche se talvolta gli manca quel guizzo in più. Dall’84’ Solomon sv.

Piccoli 5 – Contro Romagnoli è una serata complicata, anche perché trova sul raddoppio Provstgaard e non riesce quasi mai a prendere il tempo e a tenere alta la squadra. Vero che gli arrivano pochi palloni, ma quelli che ha a disposizione li lavora non sempre con lucidità e senso pratico. In certi frangenti appare anche troppo solo, senza però dare la sensazione di essere comunque in controllo.

All. Vanoli 6,5 - Tiri totali della Fiorentina 8, tiri in porta 2. Minima spesa, massima resa. Ma soprattutto più otto rispetto alla linea rossa. Restando sui numeri, il tecnico viola non si discute. Su come non è importante, perché qualcuno sostiene che se la vittoria arriva «di corto muso» va bene lo stesso. Sofferenza inclusa.

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