"Una condotta antisindacale". Il giudice dà ragione alla Cgil e condanna il Comune di Subbiano
Giacomo Nebbiai, segretario generale della Funzione Pubblica Cgil di Arezzo, ha commentato la recente sentenza che ha condannato il Comune di Subbiano accogliendo il ricorso del sindacato
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Un passaggio di una delibera comunale può trasformarsi in un caso di rilievo sul fronte dei diritti sindacali. È quanto accaduto a , dove il Tribunale del lavoro ha accolto il ricorso della Fp Cgil di Arezzo, dichiarando antisindacale parte dell’atto approvato dalla Giunta l’11 febbraio scorso. La decisione è arrivata al termine dell’udienza del 18 marzo davanti al giudice Giorgio Rispoli, con decreto emesso ai sensi dell’articolo 28 dello Statuto dei lavoratori. Al centro del contenzioso, il contenuto della delibera con cui l’amministrazione comunale aveva conferito incarico legale per tutelare l’immagine e il prestigio dell’ente, subordinando però la sospensione di eventuali azioni giudiziarie al mantenimento di relazioni sindacali "improntate alla verità documentale e alla reciproca correttezza". Una formulazione che, secondo il Tribunale, finisce per incidere sulla libertà e sull’autonomia dell’attività sindacale. Nel provvedimento si richiama esplicitamente il principio secondo cui l’azione sindacale si colloca su un piano paritetico rispetto al datore di lavoro e non può essere subordinata alla sua volontà. Proprio alla luce di questo quadro, il giudice ha ritenuto che la previsione contenuta nella delibera configuri una forma di coartazione indiretta dell’attività sindacale, in quanto condiziona l’esercizio di un diritto costituzionalmente garantito. Per questo il Tribunale ha accertato e dichiarato l’antisindacalità della condotta del Comune, ordinando all’ente di eliminare dalla delibera il passaggio contestato. È stata invece respinta la restante parte del ricorso, in particolare la censura relativa ai riferimenti al segretario generale contenuti nel provvedimento, ritenuti non idonei a comprimere la libertà sindacale in quanto legati al ruolo ricoperto nei documenti citati. Il decreto dispone inoltre una serie di misure conseguenti. Il Comune dovrà pubblicare il provvedimento, a proprie spese, sulla rete intranet e nelle bacheche comunali in luogo accessibile a tutti per un mese, oltre a curarne la pubblicazione per estratto su una testata giornalistica locale. Non solo. L’ente è stato anche condannato al pagamento di 1.500 euro a favore della Fp Cgil di Arezzo, oltre al contributo unificato, alle spese generali nella misura del 15% e agli oneri fiscali e previdenziali previsti per legge. "Questa sentenza conferma la piena legittimità dell’operato della Fp Cgil e deve servire da monito per tutti i Comuni del territorio", commenta la segreteria provinciale del sindacato. "La nostra organizzazione proseguirà con determinazione la propria attività a tutela dei diritti di lavoratrici e lavoratori".
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