Referendum, si vota. Urne aperte fino a domani alle 15
Lucchesi al voto oggi dalle 7 alle 23 e domani dalle 7 alle 15 per il referendum sulla giustizia
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Al voto: oggi e domani i lucchesi saranno chiamati al voto per esprimere la loro opinione sul referendum costituzionale per confermare o meno le scelte votate dal Parlamento e che vedono, tra i punti più significativi, la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri e l’istituzione di una nuova Alta Corte disciplinare per i magistrati. I seggi resteranno aperti nel primo giorno di votazione dalle 7 alle 23, mentre domani riapriranno alle 7 e chiuderanno alle 15. Poi inizierà lo spoglio delle schede.
Il referendum è di tipo confermativo e quindi non richiede quindi il superamento del quorum: vince chi ottiene più voti. E se gli italiani votassero per il Sì, entrerebbe in vigore la separazione delle carriere e verrebbero istituiti due Consigli Superiori della Magistratura, uno per i giudici giudicanti e uno per i pubblici ministeri, mentre un terzo dei membri di ciascun consiglio verrebbe sorteggiato da una lista approvata dal Parlamento e non più in qualche modo condizionata dalla liste contrapposte (e spesso politicizzate) dei magistrati.
A Lucca si voterà in 81 sezioni. Gli elettori non deambulanti, quando la sede della sezione alla quale sono iscritti non fosse accessibile, potranno esercitare il diritto di voto presso alcune sezioni che sono indicate sul sito del Comune: www.comune.lucca.it. In occasione del referendum, l’Ufficio Elettorale di via San Paolino 140 sarà aperto al pubblico per il rilascio delle tessere elettorali per tutta la durata delle operazioni di voto.
In occasione del Referendum Costituzionale voluto dall’allora governo Renzi nel 2016, si recarono al voto il 75% dei lucchesi che bocciarono con il 53% delle schede la riforma.
In tempi più recenti, ovvero nel 2025, invece, ma si trattava di una serie di referendum abrogativi (tra gli altri reintegro di licenziamenti illegittimi, utilizzo contratti a termine) che non riguardavano norme costituzionali, la percentuale dei votanti si fermò al 36%.
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