In città prevale il No. Il 55% boccia il governo. Il sindaco: “Sono deluso ma il Comune è a parte“
Il sindaco Mario Pardini con la spilletta del “Sì“ (foto Alcide)
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Vince il No e lo fa in modo superiore alle stesse ipotesi più ottimistiche di chi si opponeva alla riforma costituzionale su alcune delle materie relative alla magistratura che erano state approvate con doppia votazione dal Parlamento nei mesi scorsi. Una vittoria che, rispetto al quadro nazionale, in provincia di Lucca è stata meno evidente, visto che si è attestata sul 51,51% di No contro il 48,49 di Sì, con una tendenza che si è comunque profilata sin dai primi momenti dello scrutinio.
A urne totalmente scrutinate in provincia di Lucca i No sono stati 98.863, i Sì 93.051: la differenza è inferiore ai 6.000 voti. In totale sono andati a votare 193.061 cittadini, solo 780 le schede nulle, 362 quelle bianche e 5 le contestate. Da sottolineare come a livello provinciale l’affluenza (63,6%) sia stata superiore a quella nazionale (58,93%): quasi cinque punti in più.
Lucca e il suo territorio si sono letteralmente spaccati in due con il voto, peraltro in modo non omogeneo rispetto al colore delle amministrazioni visto che in numerosi Comuni amministrati dal centrosinistra hanno comunque prevalso i Sì e a Pietrasanta, dove governa il centrodestra, i No. Il No ha costruito la sua vittoria nei centri più grandi, mentre nelle realtà di dimensioni più ridotte è soprattutto il Sì a spuntarla, al punto che a livello provinciale sono un numero maggiore i Comuni che si esprimono per il Sì.
A Lucca capoluogo vince nettamente il No con il 54,90% che supera per oltre 4000 voti i Sì, fermi al 45,10%: i numeri assoluti sono 24.687 contro 20.282. Trionfano i contrari alla riforma anche a Viareggio dove i No arrivano al 56,33%. Il No vince invece di un soffio a Capannori (50,31%) e Barga (50,51%), più nettamente a Castelnuovo Garfagnana (53,17%), ma anche a Fosciandora (50,33%), Gallicano (51,24%), Molazzana (53,70%), Pietrasanta (51,24%) Pieve Fosciana (52,10%), San Romano (50,57%), Seravezza (53,96%) e Stazzema (55,34%).
A favore del Sì si sono espressi invece Altopascio (53,31%), Bagni di Lucca (57,46%), Borgo a Mozzano (50,27%), Camaiore (52,01%), Camporgiano (51,01%), Careggine (65,66%), Castiglione (55,85%), Coreglia (58,81%), Fabbriche di Vergemoli (56,98%), Forte dei Marmi (58,39%), Massarosa (50,39%), Minucciano (53,34%), Montecarlo (52,51%), Pescaglia (55,86%), Piazza al Serchio (51,77%), Porcari (52,88%), Vagli di Sotto (56,59%), Villa Basilica (65,74%) e Villa Collemandina (60,90%).
Ed ecco il commento del sindaco Mario Pardini, uno degli amministratori che più si sono battuti per le ragioni del Sì. "Sono contento di essermi speso per il Sì non solo come amministratore ma come cittadino, spero che questo Paese trovi il coraggio di fare comunque quelle riforme strutturali sulle quali a parole sono tutti d’accordo. Ovviamente sono deluso per l’esito, ma contento per la grande partecipazione, circa dieci punti in più rispetto alle stesse elezioni comunali, dispiace semmai che sul tema oggetto del referendum ci sia stata una polarizzazione spesso senza nemmeno entrare nel merito".
Quanto alle ripercussioni in sede locale (a Lucca i No hanno vinto con oltre 4000 voti di scarto), il sindaco tiene separate le questioni. "Quando si parla di mele si parla di mele – spiega – quando si parla di pere, si parla di pere: a Lucca come a livello nazionale chi ha votato solo contro chi governa ha sbagliato: sono cose totalmente diverse. Riflessi sul voto per le elezioni comunali? L’amministrazione continuerà a lavorare al massimo e al meglio in questo ultimo anno che resta, il voto in questo senso non è un campanello di allarme". Infine, un accenno sulla comunicazione dei due schieramenti. "Il fronte del No è partito prima – conclude – quello del Sì dopo, anche se si poi siè mosso in modo massiccio. Evidentemente la comunicazione del primo è stata più efficace".
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