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Urologia in difficoltà, il caso a Sarzana: “Se ne va il primario. Medici in fuga dall’Asl5”

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11.03.2026

Urologia in difficoltà a Sarzana

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Sarzana, 11 marzo 2026 – Il primario di chirurgia urologica in servizio al San Bartolomeo lascerà Sarzana dal 1° maggio per trasferirsi al Nuovo ospedale delle Apuane di Massa. Non si arresta la fuga di medici dall’Asl Spezzino: “Un segnale gravissimo che non può essere sottovalutato”, dicono Luca Comiti, segretario generale della Cgil, e Marzia Ilari, segretaria della Funzione Pubblica.

Problemi di carenza di personale

“Eravamo stati facili profeti quando, nelle scorse settimane, avevamo denunciato le carenze di organico nella Chirurgia generale del San Bartolomeo dopo un pensionamento e le dimissioni di due dirigenti medici. Ci chiedevamo se le condizioni di lavoro a cui è sottoposto il personale sanitario avrebbero portato ad altre defezioni. I fatti stanno andando in questa direzione”.

Da maggio, il primario di chirurgia urologica lascerà e anche un dirigente della chirurgia vascolare del Sant’Andrea della Spezia ha scelto di trasferirsi a Massa. “Non è la prima volta che assistiamo a trasferimenti di professionisti di alto livello – sottolineano i sindacalisti –: basti ricordare i casi dei dottori Stefano Berti e Alberto Sancin. Sappiamo già quale sarà la risposta ufficiale: ragioni personali o di vita. La verità è che sempre più medici scelgono di andare via perché le condizioni di lavoro sono difficilmente sostenibili”.

Conseguenze sul reparto di urologia

Risultato di questa ennesimo addio: “Il reparto di urologia di Sarzana continuerà ad assicurare il servizio con un organico ridotto a 5 medici e senza primario. Anche la chirurgia vascolare opera con un organico limitato mentre per la chirurgia di Sarzana si è dovuto chiedere un supporto strutturale alla chirurgia della Spezia, che presta un proprio dirigente come se avesse personale in esubero”.

In queste condizioni, i dirigenti medici rimasti sono costretti a sostenere un numero di reperibilità e turni ben superiore a quello previsto dal contratto. Molti reparti continuano a reggere solo grazie alla professionalità e al senso di responsabilità dei medici: “Lo ha certificato nero su bianco anche il recente report del primario di anestesia e rianimazione, il professor Corradi, che ha evidenziato criticità molto serie nella tenuta del sistema”.

Un sistema poco attrattivo

Il sistema sanitario locale è sempre meno attrattivo per giovani medici e per chi dovrebbe assumere incarichi di responsabilità a causa di “carenze strutturali, organici insufficienti e ritmi di lavoro insostenibili, vere ragioni che stanno alla base di trasferimenti e dimissioni”.

La necessità di interventi urgenti

La parola d’ordine dei vertici di Asl e Regione di fronte alla segnalazione di difficoltà è che “la soluzione ai problemi della sanità spezzina arriverà con la costruzione del nuovo ospedale del Felettino. Ma la realtà – concludono i sindacalisti – è che senza personale, senza condizioni di lavoro dignitose e senza una vera programmazione sanitaria, nessuna nuova struttura potrà risolvere i problemi.

Il rischio è che il Felettino diventi solo un contenitore vuoto. Chiediamo con forza all’Asl e alla Regione un intervento immediato per fermare questa emorragia di professionalità, rafforzare gli organici e rendere nuovamente attrattivo il lavoro negli ospedali spezzini. In gioco c’è la qualità del servizio sanitario e il diritto alla salute dei cittadini”.

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