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“Così mi hanno salvato dall’infarto”: quegli strani dolori e l’intuizione decisiva della guardia medica

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31.03.2026

La signora Sara, salvata da infarto, è rimasta ricoverata 4 giorni nell'ospedale di Careggi

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Firenze, 31 marzo 2026 – È notte, si fa spazio un improvviso dolore alle spalle che non vuole cedere neanche alla stanchezza. Forse un antidolorifico potrebbe alleviare questo senso di oppressione che piano piano aumenta di intensità. “Pronto dottoressa, sto combattendo con un fastidio che dal collo si irradia alle spalle e sento anche le guance doloranti. Cosa mi consiglia di fare?”. “Chiami subito il 112”. 

L’emergenza nella notte e la telefonata salvavita

Inizia così l’incredibile storia di Sara, colpita da un infarto in piena notte e salva grazie alla prontezza della guardia medica. “La sera del 18 marzo io ero già pronta per andare a letto. Quando improvvisamente ho accusato un dolore strano al collo, alle spalle, che si irradiava fino alle guance. Non sapendo cosa poter prendere per placare questa sofferenza, ho chiamato la guardia medica”. Sono le 1.27, piena notte, il marito di Sara dorme. Lei al telefono viene spinta dalla dottoressa a chiamare il numero unico di emergenza. Senza sapere ancora perché, Sara compone il 112: “La giovane dottoressa, alla quale sono infinitamente grata, non è stata a spiegarmi cosa secondo lei stava accadendo. Mi sono semplicemente affidata e alle 1.36 sono entrata in contatto con i sanitari”. 9 minuti nei quali Sara è riuscita a mantenere la calma. 

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L’arrivo dei soccorritori

“I soccorritori sono arrivati in tempi brevissimi: erano in 3, per prima cosa hanno controllato il cuore con l’elettrocardiogramma, hanno preparato gli accessi venosi…”. A quel punto era lampante che non si trattasse solo di una nevralgia. “Signora lei ha un infarto in atto, dobbiamo correre a Careggi”. Eppure alla domanda: ha avuto paura? Sara ha risposto: “No, ero stranita, non capivo realmente cosa stesse accadendo, ma non ricordo di avere avuto paura. Mi sono affidata al personale del 112 e poi a quello dell’ospedale. Sono stati eccezionali”. Alle 2 circa Sara arriva a Careggi in ambulanza: “Prima la tac poi, in tempo record, hanno inserito uno stent. Sono stati talmente veloci che alle 5 ero già stata trasferita in reparto. Una volta stabilizzata ho chiamato mio marito per dirgli che era andato tutto per il meglio”. 

"Il mio grazie a medici e infermieri, mi hanno salvato la vita”

Quattro giorni di ricovero in degenza sub intensiva cardiologica, poi servirà del tempo per tornare completamente in forze. E ora che il peggio è passato Sara guarda ai giorni scorsi con gratitudine infinita: “Sono stati tutti eccezionali, tempestivi e professionali. E in un caso come il mio la prontezza e la velocità fanno davvero la differenza. Il personale dell’ambulanza, che non mi ha lasciato fino a quando non sono entrata in sala operatoria, l’equipe è stata straordinaria sia a livello medico che umano. E il mio grazie va anche, e soprattutto, alla dottoressa che dal telefono della guardia medica ha subito capito la gravità del mio caso. Senza la sua intuizione probabilmente avrei preso un’aspirina e sarei andata a dormire e chissà come sarebbe andata a finire. Invece questa telefonata mi ha salvato la vita”.  

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