Don Divo Barsotti, un monaco verso gli altari
L'arcivescovo di Firenze, monsignor Gherardo Gambelli
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Firenze, 14 marzo 2026 – Concluso a Firenze il processo diocesano della causa di beatificazione di don Divo Barsotti (1914-2006), sacerdote, teologo, fondatore della Comunità dei Figli di Dio, predicatore e maestro spirituale. Docente per un trentennio di teologia sacramentaria e spirituale, veniva definito l'ultimo mistico del '900. “In questi primi Vespri della cosiddetta Domenica Laetare ben si addice per la nostra Chiesa fiorentina la celebrazione dell'ultima sessione dell'Inchiesta canonica che chiude la fase diocesana del processo di beatificazione di don Divo Barsotti”, ha detto l'arcivescovo di Firenze, monsignor Gherardo Gambelli, nell'omelia proclamata per l’occasione nella basilica della Santissima Annunziata. Un “particolare significato di letizia - ha detto l'arcivescovo Gherardo - è legato al fatto che stasera siamo riuniti per sancire la chiusura della fase diocesana del processo per la causa di Beatificazione del nostro don Divo”, che “ha profuso tutta la sua vita, di cristiano e di sacerdote, ad essere anzitutto illuminato dalla luce di Cristo; in una preghiera contemplativa profonda e continua, in unione e in una contemplazione mistica con il suo Signore, soprattutto nell'Atto di oblazione del Cristo attraverso l'azione sacramentale della Messa” e “lo scritto per cui egli si è fatto conoscere ai più, e non solo in Italia, non a caso rimane Il Mistero cristiano nell'anno liturgico”. Don Barsotti, a suo modo, è stata una figura di riferimento della Chiesa fiorentina del Secolo breve: intensi i suoi rapporti con Giorgio La Pira e il cardinale Elia Dalla Costa; infaticabile nella scrittura di libri – ne ha pubblicati oltre 150 – e nella predicazione fin dalla seconda metà degli anni ‘40 al Convento della Calza.
“Egli - ha anche detto Gambelli - ha vissuto da mistico autentico quale lui era, sul modello di quegli anziani staretz (mistici cristiani, sacerdoti o laici ortodossi. Ndr) che Dostoevskij ha reso universali, e comunque con un forte anelito alla mistica oggettiva del Verbo incarnato; come pure la sua ispirazione ad una concezione universale del cristianesimo, con una ampia apertura anche alle altre religioni’.
L'arcivescovo di Firenze ha ringraziato coloro che si sono profusi nella causa di beatificazione: il giudice delegato padre Francesco Romano; il promotore di giustizia don Francesco Chilleri; il notaio attuario Giovanna Muraglia Silvestri; il notaio aggiunto Ilaria Zipoli; il postulatore e incaricato della consegna degli atti al Dicastero delle Cause dei Santi padre Agostino Ziino; il vicepostulatore padre Serafino Tognetti.
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