Flop della scuola di cucina. Fondazione liquidata. Villa Redenta può rinascere
Risale al 2003 l’idea di fare di Villa Redenta una scuola di alta cucina: un progetto ambizioso e mai decollato
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C’era una volta la scuola di alta cucina, o meglio ci sarebbe dovuta essere la scuola di alta cucina di Villa Redenta. Quel progetto, avviato dal Comune e dalla Provincia di Perugia nel 2003 in realtà non è mai partito, nonostante fosse stato presentato in pompa magna al pubblico alla presenza dello chef Gianfranco Vissani, che sarebbe dovuto essere il direttore dell’Istituto di alta formazione rivolto anche ad aspiranti chef stranieri. La vicenda dopo vent’anni si chiude con la liquidazione della Fondazione della scuola di alta cucina, votata a maggioranza dal Consiglio comunale (18 voti favorevoli ). "L’istituzione della scuola – si legge nella deliberazione - ha avuto le finalità di promuovere la cultura dell’alta cucina e della sana e corretta alimentazione, la formazione, l’aggiornamento, la riqualificazione, la specializzazione di operatori, nonché la promozione delle professionalità del settore dell’alta cucina". La Provincia metteva a disposizione, a titolo gratuito, l’immobile di Villa Redenta che fu anche dotato di una cucina professionale dal valore di 150mila euro. Tanti buoni propositi, ma alla fine quel progetto non ebbe mai inizio e quella strumentazione professionale acquistata dalla Fondazione non fu mai utilizzata. La Fondazione è stata sciolta già nel 2011 e fu nominato un commissario liquidatore. Solo oggi però si giunge a conclusione dell’iter per la chiusura e per la liquidazione. La Provincia torna in possesso degli immobili, ma diventa proprietaria a tutti gli effetti anche della cucina che oggi, dopo vent’anni, da quanto si apprende dalla deliberazione, avrebbe un valore di appena 40mila euro. Ora sempre nell’atto del Consiglio comunale si legge anche che "la chiusura della liquidazione consentirà di liberare la struttura da un vincolo che attualmente ne impedisce la fruizione da parte dei cittadini di Spoleto, e la rinuncia da parte dell’ente della proprietà della cucina presente in Villa Redenta potrebbe essere compensata con la definizione di un protocollo d’intesa con la Provincia che stabilirà la valorizzazione della struttura ai fini culturali, enogastronomici, turistici, ricreativi con servizi rivolti ai cittadini a titolo gratuito". Di recente il sindaco, la presidente della Regione e la dirigente dell’Istituto Alberghiero hanno effettuato un sopralluogo per valutare un nuovo progetto di rilancio per Villa Redenta.
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