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Pugnalate per una dose. Oggi il giudice decide

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14.04.2026

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MONTECATINI TERMEUn piccolo acquisto di stupefacenti è sfociato in un tentato omicidio, lo scorso autunno. Il giudice delle udienze del tribunale di Pistoia, questa mattina, deciderà in merito al rinvio a giudizio di quattro tunisini coinvolti nei fatti avvenuti nella zona di piazza del Popolo, il 7 ottobre scorso. A tarda ora, due pakistani iniziarono a discutere con i nordafricani per futili motivi legati agli stupefacenti. Il confronto è ben presto degenerato e le vittime temendo il peggio, hanno iniziato a correre per sfuggire agli inseguitori.

Per sfortuna, a un certo punto, uno dei pakistani è caduto per terra e due nordafricani si sono avventati su di lui, brandendo i loro coltelli. Anche l’altra vittima è stata colpita in modo violento con le lame da altri due aggressori. Il fatto è stato subito segnalato al numero di emergenza unico 112. Sul posto, sono arrivati gli uomini del commissariato con un folto schieramento, composto dalla squadra volanti, dalla polizia giudiziaria e dalla scientifica. Gli uomini della polizia di Stato sono andati subito a visionare le immagini riprese dalle telecamere di un locale delle vicinanze. È partita così una vera e propria caccia all’uomo, con l’area dei fatto circoscritta in pochi attimi. I poliziotti hanno dato prova di grande professionalità, riuscendo a trovare i ricercati in breve tempo.

Uno dei pakistani aggrediti, in seguito alle ferite inflitte dai suoi feroci aggressori ha riportato lesioni permanenti aggravate, con deformazione del volto. Le immagini riportate dalla videosorveglianza di un locale delle vicinanze hanno mostrato tutta la brutalità dei fatti, destando particolare impressione. Il codice penale italiano punisce con estrema severità lo sfregio o la deformazione permanente del volto, reato introdotto per contrastare atti di particolare ferocia.

Non si tratta di una semplice lesione, ma di un danno che altera l’armonia delle linee del viso, compromettendo l’identità sociale della vittima. Nel caso che viene discusso questa mattina davanti al Gup, le coltellate inflitte hanno causato un trauma irreversibile. La deformazione scatta quando l’aspetto estetico è stravolto in modo visibile e duraturo, indipendentemente dalla possibilità di futuri interventi chirurgici migliorativi. Tale aggravante trasforma l’episodio in un crimine gravissimo, poiché la vittima porta i segni indelebili dell’aggressione, aggravando la posizione giudiziaria degli imputati.

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