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Bagno di folla per Vannacci a Montecatini: “Futuro Nazionale sarà un partito indipendente”

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16.03.2026

Bagno di folla per Vannacci

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Montecatini Terme, 16 marzo 2026 – Il generale Roberto Vannacci ha fatto il tutto esaurito, ieri, al Teatro Verdi con il debutto nazionale del suo tour Il mondo all’incontrario – Remigrazione. Simpatizzanti e sostenitori da tutta Italia, dal Veneto alla Sicilia, sono corsi a Montecatini per ascoltare l’europarlamentare, leader di Futuro Nazionale, il movimento che a giugno diventerà un partito politico vero e proprio. «Con il libro Il mondo all’incontrario – ha spiegato Vannacci ai giornalisti prima di salire sul palco – sono state gettate le fondamenta per il nostro progetto politico. Durante lo spettacolo andremo a sfatare vari luoghi comuni sul concetto di remigrazione, diffusi da certi personaggi». E sul percorso di Futuro Nazionale Vannacci si è detto soddisfatto. «Il simbolo – ha precisato – non sarà presente e non sarà utilizzato da nessuno alle elezioni amministrative del 2026. Saremo un partito indipendente, laddove coincidono i nostri principi e gli interessi del paese andremo ad appoggiare il governo, ma non andremo a negoziare i nostri valori».

L’ex vicesegretario delle Lega ha sottolineato il valore democratico che, secondo lui, è alla base della proposta di legge sulla remigrazione, per favorire il ritorno nei loro paesi dei migranti, arrivando a una concreta espulsione per quelli responsabili di reati . «È un progetto nato dal basso – ha sottolineato – e non ci interessano gli attacchi fatti verso i promotori. Se una cosa è pensata nell’interesse del paese, merita il nostro sostegno. L’amministrazione di Donald Trump, negli Stati Uniti, è riuscita a fare tornare due milioni di migranti nel paese di origine: un quarto di questi sono stati riaccompagnati in modo coatto. In Italia non abbiamo bisogno di forze di polizia nuove».

Vannacci non ha risparmiato bacchette al leader americano per le conseguenze dell’intervento militare in Iran. «Sei mesi fa – ha sottolineato – Trump aveva detto che il pericolo nucleare in quel paese era stato risolto. Poi, il presidente ha deciso di attaccare, spiegando di voler risolvere lo stesso problema e di voler rovesciare il regime in Iran. Oggi, questo paese è guidato da Mojtaba Khamenei, ancora peggio del padre Alì. È stata fatta un’azione di destabilizzazione che colpisce gli interessi del nostro continente e della Cina. Se il prezzo del gasolio resterà alto, Trump rischia grosso alle elezioni di midterm».

ll generale ha dedicato ampio spazio ai problemi dell’Europa in questa delicata fase internazionale. «In questo momento – ha constatato – non sta giocando nessun ruolo. Invece di fare catechismo e parlare di buoni e cattivi, devo esprimere il mio apprezzamento per le nazioni che tutelano i propri interessi, come ha fatto l’Ungheria con l’Ucraina, bloccando aiuti per tutelare i propri interessi energetici».

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