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Scaccia due ragazzi dal negozio. Il padre denuncia: “Discriminati”, lui si difende: “Temevo un furto”

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22.03.2026

Il fatto è accaduto nel negozio Street 67 di via degli Orafi

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Pistoia, 22 marzo 2026 – “Un episodio grave e umiliante. Prendo atto che purtroppo oggi nella società in cui viviamo questa sta diventando la normalità e tutto ciò ci dovrebbe preoccupare molto”. Sono parole amareggiate quelle di Leonardo Fabbri, padre adottivo di due gemelli di etnia khmer, che venerdì scorso, entrati nel negozio di abbigliamento Street 67 di via degli Orafi, sono stati allontanati dal titolare con la motivazione che i due “non gli erano piaciuti”.

I due ragazzi, che proprio oggi compiono 18 anni, dopo essere stati invitati ad uscire hanno subito chiamato a casa per raccontare l’accaduto e il padre ha voluto verificare telefonando al negozio, sentendosi confermare tutto dal negoziante.

La reazione socialare quanto è successo in un post su facebook che benché pacato nei toni, ha immediatamente scatenato una valanga di commenti aspri e indignati verso il negozio e il suo titolare, e di solidarietà nei confronti dei due giovani.

“Quello che ho voluto comunicare nel post non nasce dall’intenzione di provocare una polemica, ma piuttosto dalla constatazione che si vive in un contesto dove aumentano i comportamenti dettati da pregiudizi” ha specificato il padre dei due ragazzi, che poi su facebook, dopo la comparsa di alcuni commenti più accesi dal punto di vista verbale ha anche aggiunto: “Ringrazio tutti per la solidarietà verso i miei figli. Vi chiedo però di mantenere toni civili e rispettosi. Ho raccontato fatti che ritengo molto gravi e umilianti, ma non desidero che questo spazio diventi un luogo di insulti, minacce o inviti contro qualcuno. Grazie a tutti per la vicinanza”.

Un episodio increscioso, che non può che aver avvilito i genitori dei due ragazzi, proprio nell’imminenza dei festeggiamenti di un compleanno speciale, che sancisce ufficialmente l’ingresso nell’età adulta.

La difesa del titolare del negozio

Dal canto suo Paolo Ceccarelli, titolare di Street 67, da noi interpellato ha spiegato così le ragioni di ciò che è accaduto venerdì in negozio: “Non sono quella persona che viene descritta sui social e questo fatto che è successo non è assolutamente da imputare a razzismo, un’accusa che nei miei confronti è assurda, visto che io stesso da 15 anni ho un dipendente di origine africana - è il racconto di Ceccarelli - Quel giorno ero solo perché gli avevo dato il giorno libero per festeggiare la fine del Ramadan e ho rivissuto la stessa scena che ultimamente è ricorrente e che si era ripetuta anche pochi giorni prima, quando ho subito l’ennesimo furto.

E’ capitato più volte infatti che in negozio entrano due giovani con lo zaino, girellano tra le maglie e poi scopro che ne sono sparite tre o quattro. Sono mesi che subisco furti in negozio e sempre con la stessa dinamica, quindi mi sono allarmato e forse sono stato frettoloso nel giudicare, ma non è dipeso dal colore della pelle, quanto piuttosto dal fatto che i due ragazzi girellavano tra gli scaffali e mi era sembrata la stessa solita dinamica. Mi dispiace aver ferito questi due ragazzi, ma mi è sembrato di rivivere lo stesso film”.

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