“Living Pasolini” al Teatro Antico di Osteria Nuova
Un momento dello spettacolo
Firenze, 26 marzo 2026 – Un ritorno alla parola, al corpo, alla ferita ancora aperta di una storia italiana che continua a interrogare il presente. Sabato alle 21,10 e domenica alle 17,50, al Teatro Antico di Osteria Nuova di Firenze, va in scena “Living Pasolini”, spettacolo di Underwear Theatre ideato e diretto da Filippo Frittelli. Il lavoro nasce nel cinquantesimo anniversario della morte di Pier Paolo Pasolini e sceglie di confrontarsi con una vicenda che resta “tragica ed irrisolta” nel nostro recente passato. Al centro c’è un’immagine potente: la mattina in cui fu scoperto il corpo massacrato di Pasolini all’Idroscalo di Ostia, mentre accanto agli accertamenti delle forze dell’ordine alcuni ragazzini continuavano a giocare a calcio e il pallone finì a pochi centimetri dal cadavere. “Questa palla oggi ritorna”, si legge nella presentazione dello spettacolo, quasi a segnare il riemergere di una memoria che non smette di chiedere di essere guardata. “Living Pasolini” si propone di restituire in forma performativa, attraverso l’azione teatrale, il messaggio di uno dei più significativi intellettuali del Novecento. Punto focale dell’opera pasoliniana, ricorda la compagnia, è la manifestazione della diversità, intesa insieme come denuncia e come appartenenza. Nel progetto, i componenti di Underwear Theatre intrecciano il proprio vissuto personale con la produzione poetica e teatrale dell’autore, dando vita a una serie di immagini dal forte impatto emotivo. Pasolini diventa così una sorta di “Virgilio moderno”, guida ideale di un percorso compositivo che guarda all’oggi e ne attraversa le contraddizioni. Fra parola scritta e parola detta, fra testo e corpo scenico, lo spettacolo sceglie un processo di assorbimento più che una drammaturgia rigidamente definita. I testi, spiegano i promotori, vengono attraversati fino a diventare “pelle, carne, sudore, sangue, caos”. Ne nasce un’esperienza immersiva in cui gli opposti si toccano e convivono, “come un fuoco freddo, un funerale allegro, un matrimonio triste”.
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