Rifredi, quartiere tra paura e solitudine dopo il delitto: “Qui la sera non esce più nessuno”
I carabinieri escono dal portone di via Reginaldo Giuliani con la salma della vittima
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Firenze, 27 febbraio 2026 – “Vedevamo entrare un uomo sulla quarantina, ma non sapevamo chi fosse: sono appartamenti di nuova ristrutturazione e ancora non ci conoscevamo”, è la risposta ricorrente in via Reginaldo Giuliani, spina dorsale di quel rione di Rifredi dove i legami di comunità sembrano ormai sgretolati. E a polverizzare la vita nelle piazze, nelle strade, proprio il dilagante senso di insicurezza in un circolo che si autoalimenta.
“Il peggioramento delle condizioni di sicurezza nella zona è ormai evidente, in particolare tra piazza Dalmazia e stazione di Rifredi – afferma con disappunto e preoccupazione Catia Cappellini, residente – Fino a pochi anni fa questo quartiere era percepito come vivibile e sicuro, oggi invece i residenti si trovano a convivere con un clima crescente di tensione.
È diventato frequente assistere a risse, aggressioni, spaccio e gruppi di teppisti che si muovono liberamente generando paure e insicurezza. Molti cittadini evitano di uscire nelle ore serali e i più deboli anche di giorno”.
“Ritengo inaccettabile che un’area così importante della città e con così tanto verde, sia lasciata a condizioni che compromettono la qualità della vita e la serenità dei residenti”, tanto da non poter nemmeno più godersi i parchi e le strade, spiega Catia.
“Chiederei pertanto interventi immediati, concreti e visibili”, è il suo appello. “C’è poco controllo, il fulcro è piazza Dalmazia che, finito il mercato, diventa terra di nessuno e i dintorni si riempiono di gentaglia”, racconta il meccanico Alessandro Valmori, ricordando anche un furto subito nella propria officina: “Qualcuno è entrato e mi ha portato via la cassa mentre stavo riparando un’auto, senza che mi accorgessi di nulla”.
Il ricordo di molti corre subito a un altro delitto che aveva già segnato la zona: poco più di un chilometro più in là, in via delle Gore, la notte del 9 ottobre 2022 fu ucciso a coltellate il 24enne marocchino Ismail Touri. Un precedente ancora vivo nella memoria dei residenti, che oggi torna prepotentemente alla ribalta dopo l’omicidio di via Reginaldo Giuliani, episodio che riaccende i riflettori su una Rifredi sempre più segnata da fatti di cronaca nera. Proprio l’ultimo assassinio, su cui gli inquirenti non escludono un movente legato al giro della droga, alimenta timori e proteste nel quartiere.
“Ogni cinque minuti passa un soggetto strano”, osserva Ling dal bar all’angolo con via dello Steccuto. Ormai si è fatto il callo alle stranezze notturne e nessuno si è affacciato: così tra i vicini non c’è nessuno che ricordi di aver sentito urla o inseguimenti; ma bisogna anche considerare che le sirene all’alba sono state scambiate per ambulanze, vista la vicinanza con il polo ospedaliero.
“Questa è una direttrice ospedaliera, le auto che corrono sono la norma – racconta Sandra Badii, vicesegretario metropolitano di Confintesa e residente –. L’unica cosa insolita è che verso le quattro i miei gatti, che di solito dormono, si sono spaventati all’improvviso, come se avessero percepito qualcosa, non riuscivo a capire”. Poi l’analisi da cittadina: “Dopo una certa ora non puoi più andare alla stazione senza essere fermato da chi vende droga o chiede spiccioli. I genitori accompagnano i figli a scuola in macchina anche per poche centinaia di metri e nessuno esce più a passeggiare: le botteghe chiudono senza passaggio e il rione si desertifica”.
La preoccupazione riguarda anche il mondo del lavoro. “Non è solo un problema dei residenti – aggiunge Badii – ma anche dei lavoratori che, uscendo al buio da uffici e attività, hanno paura. Si fa fatica a trovare personale, soprattutto femminile. Da vicesegretario del sindacato chiedo perciò un tavolo con, e non tra, le istituzioni che coinvolga anche cittadini e rappresentanze dei lavoratori, che devono poter andare a lavorare tranquilli e riappropriarsi del quartiere, della città”.
Inoltre, per garantire la sicurezza, aggiunge, “è urgente una rivisitazione degli organici di polizia e amministrazione civile perché ci deve essere una copertura completa dei servizi sia sulla strada che negli uffici, pertanto non si può lavorare a scartamento ridotto del 50% come sta succedendo”. Chi lavora da anni nella strada fatica infatti a riconoscere la zona: “Dopo le 22 diventa terra di maranza e gentaglia”, confermano i lavoratori del negozio di prodotti fitness di via dello Steccuto.
Un passo più in là il meccanico di Iomoto conferma la sensazione: “Mi sono spostato qua da via da via Palazzuolo e qui in via Reginaldo Giuliani sono arrivati gli stessi problemi di via Palazzuolo”.
Il quartiere chiede risposte e più presenza sul territorio, mentre l’omicidio di via Reginaldo Giuliani diventa il simbolo di una tensione crescente che, tra ricordi ancora dolorosi e timori quotidiani, continua a pesare sulla vita di residenti e commercianti. Carlo Casini
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