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La regina dell’arredamento, a Firenze chiude lo storico Randelli: “I costi sono troppo alti”

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09.03.2026

Le proprietarie dello storico negozio di arredamento Randelli a Legnaia

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Firenze, 9 marzo 2026 – Un’altra attività storica scompare dalla città. Dopo 88 anni chiuderà il negozio ’Arredamenti Randelli’ di Legnaia. Il grande showroom che illumina quella via del Pollaiolo sempre più deserta commercialmente, spegnerà le luci a metà aprile. E sparirà anche l’insegna vintage ‘Arredamenti G. Randelli’, parte del panorama urbano.

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Quella G. nasconde già un aneddoto. Non sta per Giuliano, come molti pensavano, ma per Giuliana Randelli, seconda generazione alla guida dell’impresa. Oggi con lei lavora la figlia Silvia, arredatrice. “Tutti credevano che la G. fosse per mio marito Giuliano – racconta Giuliana – invece

mio padre Vasco aprì questo centro per me nel 1971”.

La storia però comincia molto prima, nel 1938, in via Bronzino. “Mio padre era già falegname. Era rimasto orfano di madre e veniva da una famiglia povera, ma era molto intelligente – racconta la donna –. Aprì una piccola bottega e la sera, dopo cena, costruiva mobiletti da cucina”. L’attività cresce negli anni. “Prima un locale, poi due. Poi comprò il terreno accanto e fece il magazzino, poi lo rialzò di un piano e infine questo edificio in via del Pollaiolo. Fece appena in tempo a vederlo aperto, ma ancora non allestito, e morì”.

I cambiamenti e il problema sicurezza

Giuliana ha iniziato a lavorare qui appena diplomata. Oggi ha 84 anni e ha visto cambiare completamente il mestiere. “All’epoca una grande mostra era indispensabile. Più mobili si vedevano, più si vendeva. Per questo mio padre volle costruire il negozio di mobili più grande di Firenze. Oggi è il contrario: chi lavora sulla progettazione ha bisogno di spazi molto più piccoli. Un negozio così grande ha costi troppo alti”.

Negli ultimi mesi si sono aggiunti anche problemi di sicurezza. “Abbiamo avuto un furto e un tentativo. Hanno sfasciato tutto per rubare un paio di computer”. Ed è cambiata Firenze. “Le case sono sempre più piccole e spesso le ristrutturazioni dimezzano gli spazi”.

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