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Guerra di spie, 813 con doppio passaporto giustiziati dall’Iran: “Informatori di Cia e Mossad”. Infiltrati dei Pasdaran nel Golfo

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29.03.2026

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Dimenticatevi la figura di 007 con la Walter PPK sotto l’ascella o il furbissimo e colto George Smiley uscito dalla penna di John le Carrè, la guerra di spie che si gioca oggi nel conflitto Mediorientale ha mille volti anonimi, non sempre agenti a tempo pieno, più spesso part time o dormienti, che conducono una vita apparentemente normale.

Guardano, segnalano, spiano per il Mossad e la Cia o al contrario per i Pasdaran iraniani sui rispettivi fronti allargati. Contribuiscono direttamente alla neutralizzazione dei leader del terrore in Medio Oriente o per il network terroristico iraniano organizzano attentati in Occidente o in Israele e tengono sotto controllo i movimenti sensibili da questa parte dei muro.

La guerra di spie nel conflitto mediorientale è senza quartiere. Gli iraniani dopo le uccisioni a ripetizione dei loro leader hanno compreso che questi blitz sono stati possibili grazie ad una rete di informatori sul campo che segnalano i target, orarie luoghi di riunioni e vertici poi la tecnologia guida missili e droni assassini che colpiscono in modo chirurgico.

Le presunte spie uccise e centinaia di arresti tra gli oppositori contro il regime di Teheran

Secondo notizie che non escono dai canali ufficiali e che filtrano dall’Iran i Pasdaran nelle ultime settimane hanno giustiziato 813 cittadini con doppio passaporto accusati di far parte di una rete di informatori di Mossad, Cia e Azerbaijan, organizzazioni di intelligence molto attive sul campo. Basta solo un sospetto........

© La Nazione