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Maggio, tutti in piedi per 13 minuti . Ovazione per Luca Guadagnino . Platea vip: da ’Dagospia’ al Jova

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Avvio trionfale per l’88° Festival con l’opera ‘The Death of Klinghoffer’ su libretto di Alice Goodman . L’entusiasmo della platea e degli addetti ai lavori. Nicola Piovani: "Messa in scena fantastica".

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Tredici minuti d’applausi, un tripudio per un commosso Luca Guadagnino, apprezzatissimi il Coro, il corpo di ballo e la poetessa Alice Goodman e il direttore Lawrence Renes e gli orchestrali: "Bravi, bravi!". L’88° Festival del Maggio Musicale Fiorentino – il terzo dell’era del sovrintendente Carlo Fuortes – si apre nel migliore dei modi. Lo spettacolo inaugurale ‘The Death of Klinghoffer’ (repliche il 22 e il 26 aprile) di John Adams (su libretto di Alice Goodman, presente in sala) è ispirata a uno dei fatti storici e internazionali più rilevanti degli ultimi decenni, ossia il sequestro della nave da crociera Achille Lauro, avvenuto nell’ottobre del 1985. Un’opera contemporanea mai rappresentata in città che segna il debutto sulle scene fiorentine del cineasta Luca Guadagnino (che firma la regia e le scene) e del maestro Lawrence Renes, sul podio dell’Orchestra e del Coro del Maggio.

Un componimento contestato da alcuni attivisti di ’Firenze per la Palestina’, presenti fuori dal teatro con bandiere e striscioni. Secondo loro l’opera "presenta la resistenza palestinese come terrorismo" e pertanto, la protesta nasce dalla volontà di evidenziare "una narrazione considerata parziale", "una lettura distorta della crisi palestinese" criticando in particolare l’impostazione iniziale con due cori contrapposti che secondo loro suggerisce uno scontro tra palestinesi ed ebrei quando invece il conflitto reale sarebbe tra palestinesi e israeliani occupanti. In teatro, invece, l’entusiasmo è alle stelle. "È una musica bellissima, soprattutto nelle parti corali. Il livello musicale è altissimo" dice il maestro Nicola Piovani mentre per Fortunato Ortombina, sovrintendente del Teatro alla Scala di Milano, "la messa in scena mi sembra magnifica". Come ogni ’prima’ il tappeto rosso è d’obbligo. E non mancano i vip. Come il maestro emerito del Maggio Zubin Mehta (con la signora Nancy) che festeggerà i 90 anni proprio sul palco del ‘suo’ teatro, il 29 aprile, dirigendo la nona sinfonia di Ludwig van Beethoven. Smoking nero e camicia rosa, accompagnato dalla moglie Francesca Valiani e dalla figlia Teresa, Lorenzo Cherubini fa la sua passerella. "Sono stato invitato da Luca Guadagnino, che conosco da tanti anni e, quindi, ho accettato con vero piacere. So che l’opera è bellissima e lui è un grande regista. Io non sono un esperto di musica contemporanea, soprattutto classica, però sono felice di essere qui. È un’esperienza anche nuova per me, perché non frequento molto i teatri dove si suona della musica con le grandi orchestre. Poi il Maggio è una grande istituzione e, quindi, è davvero un piacere essere qui" dice Jovanotti. Prova a scansare i flash, invece, Damon Albarn, musicista britannico, leader dei Blur e dei Gorillaz, ora autore delle musiche del prossimo film di Guadagnino ’Artificial’. Red carpet per Emily Berglund, fotografa e regista, nonché moglie del compositore Adams (assente per altri impegni). Tra gli ospiti ci sono lo scrittore Giorgio Van Straten, il fotografo Massimo Listri con la moglie Olga Iaroshevska, lo stilista Jonathan William Anderson, direttore creativo di Dior. Presenti, poi, i membri del Consiglio d’indirizzo della Fondazione del Maggio come Cesara Buonamici col marito Joshua Kalman, Valdo Spini con la moglie Mariella Zoppi, Sandro Rogari, Gennaro Galdo e Antonella Giachetti.

Tra le personalità fiorentine, Margherita Cassano (già presidente della Corte di Cassazione), Titta Meucci, Ornella Pontello, Vittoria e Luigi Salvadori, Antonella Mansi, Bernabò Bocca (presidente nazionale di Federalberghi), Rosa Maria Di Giorgi (presidente del conservatorio Cherubini Firenze), Dario Risaliti (direttore del Museo Novecento). E, ancora, i giornalisti Jas Gawronski, Antonella Boralevi, Roberto D’Agostino e Giovanni Floris.

Ricco pure il parterre dei politici a partire dal governatore Eugenio Giani. "La Fondazione del Maggio è una grande e bella realtà della città e il suo Festival è una magnifica occasione per valorizzare quello che è ormai un rilancio a tutti gli effetti del teatro", le sue parole. Quindi, il sottosegretario alla presidenza della Regione Bernard Dika, l’assessora alla cultura della Regione Cristina Manetti. Total black minimal ma elegante per la sindaca Sara Funaro mentre sceglie lo smoking nero l’assessore alla Cultura di Palazzo Vecchio Giovanni Bettarini. Presenti, inoltre, il portavoce dell’opposizione di Palazzo Vecchio Eike Schmidt con consorte, il senatore di FdI Paolo Marcheschi, l’eurodeputato Pd Dario Nardella con la moglie Chiara Lanni, il deputato Pd Federico Gianassi con la moglie Silvia Barbera, il senatore di Iv Matteo Renzi con la moglie Agnese Landini, decisamente la più chic con un abito lungo e scintillante. Tra gli ultimi ad arrivare la deputata di Iv Maria Elena Boschi con il nuovo fidanzato, l’avvocato Roberto Vaccarella.

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