LuisaViaRoma, i giorni più difficili. Assemblea dei 200 dipendenti: “Molto preoccupati per il futuro”
Il negozio di LuisaViaRoma in centro
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Firenze, 16 marzo 2026 – “Situazione grave, siamo molto preoccupati”. È il grido d’allarme dei 201 lavoratori (oltre il 70% donne) di LuisaViaRoma, l’azienda fiorentina del lusso, che da un paio d’anni naviga in acque non limpide. Proprio questa mattina i dipendenti si ritroveranno in assemblea, insieme al sindacato, per fare il punto della situazione e scegliere le eventuali azioni da mettere in campo per salvare i posti di lavoro, anche in vista del 25 marzo, giorno di scadenza delle misure protettive del Tribunale nell’ambito della procedura di composizione negoziata della crisi.
Per capire l’attuale situazione della società nata quasi un secolo fa come boutique a Firenze poi diventata leader nel settore e-commerce di moda e lusso, occorre fare un passo indietro. “Nel luglio 2025 è stata annunciata la chiusura della sede di via Spadari a Milano con il trasferimento di parte dei dipendenti a Firenze. In quel momento si è aperta una discussione con l’azienda che ha ’invitato’ molti lavoratori a lasciare: più di un anno fa erano 350” spiega Yuri Vigiani della segreteria della Filcams Cgil di Firenze. Il confronto azienda-sindacati ha portato, a ottobre scorso, all’attivazione degli ammortizzatori sociali.
“Sono scattati i contratti di solidarietà per tutti i dipendenti, con percentuali differenti, per evitare i licenziamenti” aggiunge Vigiani ricordando che l’ammortizzatore andrà avanti fino all’11 ottobre prossimo. A preoccupare i lavoratori anche il fatto che “la direzione sta pensando di migrare la gestione del sito verso un’azienda controllata dalla stessa LuisaViaRoma”, che “tra l’altro è potenzialmente in vendita”, e che “l’infrastruttura informatica sulla quale si dovrebbe appoggiare il nuovo sito non sarebbe più sviluppata internamente, come storicamente è sempre stato fatto”.
Per fronteggiare il periodo particolarmente complesso anche finanziariamente, l’azienda ha fatto ricorso alla composizione negoziata della crisi, una procedura introdotta per favorire il risanamento delle imprese in difficoltà ed evitare il fallimento. “Non abbiamo notizie certe di sullo stato di tale procedura che doveva scadere lo scorso 28 febbraio. Ma c’è stata una proroga al 25 marzo, stessa scadenza delle misure protettive” dice ancora il sindacalista ricordando che “a oggi non c’è un piano industriale”. Le preoccupazioni dei lavoratori sono già arrivate in Regione dove è stato aperto il tavolo di crisi. “Abbiamo incontrato separatamente prima i sindacati e poi l’azienda. Il tavolo è aperto e, appena sarà chiaro lo scenario dal punto di vista procedurale, sarà riconvocato” spiega Valerio Fabiani, consigliere speciale per lavoro e crisi aziendali del presidente Giani.
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