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L’Italia e Hormuz, Maiorino (M5s): “Gli sminatori? Prima la pace”

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La fregata della Marina militare italiana Antonio Marceglia, impegnata nella missione Aspides

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Roma, 21 aprile 2026 - “Meloni ha finalmente bacchettato Trump, ma è troppo tardi”.

Non le sono bastate, Alessandra Maiorino, senatrice del M5S, le parole della premier a difesa del Papa, dopo l’attacco frontale del presidente Usa, per riconsiderare l’operato del governo?

“Direi di no. Meloni è intervenuta solo davanti a una cosa abnorme, l’attacco al capo della cristianità. E in tre giorni ha abiurato ai tre anni di politica estera del suo governo. E ora sta già cercando di capire come fare per riavvicinarsi a Trump. Il tutto sempre a danno degli italiani”.

L’Italia sta inviando assetti militari, i famosi ‘sminatori’ e unità navali, in aree caldissime. Voi parlate spesso di rischio escalation: qual è la vostra alternativa pratica per garantire l’afflusso di materie prime?

“Prima di poter inviare navi militari occorre che ci sia un trattato di pace, non una fragile tregua, e oltre il passaggio in Parlamento serve un mandato chiaro del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite: per noi non è una formalità come per il ministro Crosetto, ma un passaggio imprescindibile. Un’operazione militare internazionale che non sia sotto l’egida dell’Onu sarebbe priva di una legittimità internazionale condivisa e quindi non sarebbe una missione neutrale. Sarebbe una missione dalla natura ambigua e potenzialmente associabile alle ostili attività americane nelle stesse acque, soprattutto se avvenisse in coordinamento con i comandi Usa”.

I costi energetici stanno mettendo in ginocchio le imprese. Acquistare il gas russo sarebbe una soluzione o rappresenterebbe una sorta di ‘cedimento politico’?

“Noi lo diciamo dal febbraio 2022: bisogna cercare la via diplomatica. Ora l’Europa si trova in un vicolo cieco a causa della sua assoluta mancanza di visione. Tuttavia acquistare ora il gas russo quando non c’è alcun segno di distensione, quando nemmeno la tregua per la Pasqua ortodossa è stata rispettata, sarebbe un evidente segnale di debolezza. Significherebbe ammettere l’errore di aver voluto puntare su una impossibile vittoria militare dell’Ucraina, come ha più volte detto la stessa Meloni”.

“Occorre al più presto sedersi a un tavolo, arrivare ad una negoziazione. L’Italia è fra i Paesi che più sono impattati dalla guerra, anche perché Meloni ha rinunciato alle rinnovabili, quindi all’indipendenza, e oggi siamo costretti a comprare da altri gli idrocarburi”.

Il nostro Paese secondo lei ha una credibilità internazionale importante, o pensa che la critica di Trump alla Meloni l’abbia compromessa?

“Meloni dimostra di essere opportunista e camaleontica, va’ dove tira il vento. E in questo momento, il vento per gli ultraconservatori si è molto affievolito. Ecco che allora sembra mostrarsi moderata. Voleva imporre in Italia la sottocultura Maga ma non c’è riuscita. Ha puntato sul suprematismo e sul populismo ma è stata una scelta perdente. Non basta la stabilità di governo se non si ha stabilità di visione”.

Sull’invio delle armi all’Ucraina, la vostra posizione come M5S è sempre contraria anche con la Russia che guadagna terreno?

“Oggi l’Ucraina sta molto peggio di due o tre anni fa e la situazione non può che peggiorare ulteriormente, se questo conflitto non arriva a una conclusione. Cos’altro aspettiamo per sederci a un tavolo e avviare finalmente serie trattative? L’Europa dovrebbe farsene carico, invece di perseverare nell’errore”.

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