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Manzo: "L’Arezzo è più forte, lo dimostri"

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08.04.2026

L’intervista al presidente: "Bucchi ha la mia fiducia ma ha disposizione una squadra che è come una Ferrari: la faccia ripartire come sa"

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"Prevale ancora la fiducia per questo finale di campionato che deriva dalle certezze che abbiamo acquisito in un percorso che è stato importante. E’ altrettanto ovvio che nelle ultime settimane qualcosa si è inceppato nel nostro meccanismo. Va risolto ciò che ha smesso di funzionare e che ci è costato punti persi in classifica. Io e Cutolo abbiamo consegnato a Bucchi una Ferrari e sono ancora convinto che il nostro sia l’organico più forte del girone e quindi adesso tocca al mister far ripartire la macchina a pieni giri".

Guglielmo Manzo va dritto al punto. Il presidente è consapevole che l’Arezzo sia arrivato alla volata finale sgonfio e quindi ha scelto di intervenire. L’ha fatto già sabato appena finita la partita, nello spogliatoio, a San Benedetto del Tronto. Un confronto di una mezz’ora con i giocatori e lo staff tecnico.

Presidente, qual è stato il messaggio che ha voluto mandare alla squadra dopo il pareggio con la Sambenedettese? "Ho cercato di trasmettere la fiducia totale. Li ho spinti chiedendo di dare oltre il 100% in queste ultime tre partite". A Bucchi cosa ha detto? "Ho chiesto spiegazioni di questa flessione. Non voglio pensare che non centreremo l’obiettivo per nostre negligenze".

L’Ascoli ha recuperato ben 12 punti all’Arezzo, che spiegazione si è dato? "La differenza è che noi abbiamo rallentato nel finale di stagione dove non hai tempo per recuperare. Loro hanno avuto il momento di difficoltà nella parte centrale e adesso sono risaliti prepotentemente. Però glielo abbiamo permesso con alcuni passaggi a vuoto".

A quali circostanze si riferisce? "Penso alla prestazione negativa contro la Ternana dove abbiamo buttato all’aria un primo bonus. Così come contro il Perugia".

Nel mirino della critica è finito Bucchi. Qual è il suo pensiero sull’allenatore? "Ha la mia più totale fiducia. È il nostro condottiero e adesso spetta a lui tirarci fuori da questa spirale. Se siamo arrivati fin qui è per la forza della rosa insieme alla capacità dell’allenatore. Sono convinto che sarà altrettanto bravo adesso che il momento è delicato a trovare le soluzioni giuste".

Ci sono, però, alcuni giocatori chiave che sono al di sotto del loro rendimento. Pattarello e Tavernelli su tutti. Una questione più psicologica che tecnica? "Non entro in merito ai singoli. Sabato ho detto ai ragazzi che la vera paura nella vita è una sola: quella di perdere gli affetti. La paura di giocare a pallone devono lasciarla fuori. Fanno il mestiere più bello del mondo. Ho ricordato loro che determinano la gioia o i dolori di un popolo intero".

Dopo la partita contro l’Ascoli Cutolo è venuto in sala stampa lamentando torti arbitrali. Pensa che l’Arezzo sia poco tutelato? "Premesso che non cerchiamo alibi, ma se devo fare un’analisi complessiva qualche decisione nel corso della stagione ci ha penalizzato. Prendiamo l’ultima partita. Giusto non assegnare il rigore a Cortesi che ho preso di petto nello spogliatoio perché non amo le simulazioni. Ma nella stessa azione a Chiosa levano la maglia e non danno rigore su una situazione identica per la quale ci avevano concesso penalty a Piancastagnaio con Cianci. Da presidente qualche domanda me la faccio. Ma dall’altra parte devo dare per assunto la buona fede. Di sicuro non può essere una terna arbitrale a decidere la partite. Credo sia doverosa maggiore attenzione verso chi si sta giocando qualcosa di importante sia in testa che in coda".

Che atteggiamento si aspetta contro il Livorno? "Determinazione e ferocia. Dobbiamo essere noi stessi perchè se giochiamo da Arezzo non abbiamo rivali. Se vinciamo faremo felici 8mila persone. Non credo che ci sia una squadra più forte di noi in questo campionato. L’Ascoli si avvicina, ma non lo è nel mio giudizio. La stessa mentalità la dovremo avere anche a Pineto e con la Torres.È l’ora di osare".

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