Il punto sulla bioedilizia. L’esempio delle scuole apre nuove prospettive
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Sarzana, 2 aprile 2026 – Si tinge di verde l’edilizia a Sarzana. Timidamente, ma sembra crescere l’attenzione verso la sostenibilità ambientale. A raccontarlo è la ’Relazione su bioedilizia e risparmio energetico’ redatta, su nostra richiesta, dall’ufficio tecnico del Comune.
In premessa, la relazione precisa cosa siano la bioedilizia e l’efficientamento energetico. La prima è un concetto ampio che abbraccia l’intero modo di progettare e costruire, o ristrutturare, gli edifici. Punta a creare edifici sostenibili, ambienti abitativi confortevoli che rispettano l’ambiente e la salute delle persone che li abitano. Cosa diversa è il risparmio energetico che, concentrandosi sulla riduzione dei consumi di energia limitando l’uso di combustibili fossili e le conseguenti emissioni di inquinanti, è un elemento della bioedilizia. Fatta la premessa, andiamo al quadro generale.
Interventi nel settore pubblico
Nel pubblico, grazie a cospicui contributi di diversa natura, l’impegno dell’amministrazione si è concentrato su tre edifici scolastici. La Poggi Carducci che, seppur interessata da altri problemi che a tratti conquistano le cronache, sul piano della sostenibilità energetica e ambientale è un fiore all’occhiello.
Un fabbricato “nZEB”, cioè con fabbisogno energetico coperto quasi totalmente da fonti rinnovabili e quindi a consumo energetico quasi nullo, con un livello di confort interno che le è valso l’elevata classificazione del “Protocollo Itaca”.
Altro intervento di bioedilizia è quello della scuola di Marinella. Una struttuta leggera che permette di ridurre le emissioni di CO2 rilasciate durante la costruzione, con approvvigionamento energetico in grado di coprire parte del fabbisogno grazie a un parco fotovoltaico sulla copertura e sistemi a pompa di calore.
Consistente efficientamento energetico, che ha permesso un salto di due classi energetiche, è invece l’intervento nella scuola di Nave. E per il futuro? “Al momento non abbiamo nulla di programmato ma l’indirizzo - assicura l’assessore alle Opere pubbliche Giorgio Borrini - è quello di garantire progettazioni che vadano sempre in questa direzione”.
Interventi nel settore privato
Decisamente più sbiadito appare il verde degli interventi di bioedilizia nel settore privato. A trainarlo, com’è facilmente intuibile, è stato il superbonus 110%, contenuto nel decreto Rilancio del maggio 2020, che ha favorito un sensibile incremento nell’afflusso di pratiche edilizie.
Nel biennio 2021-2022, sono state circa 200 in più rispetto alla media annua di 200-250, praticamente raddoppiate. Hanno interessato sia fabbricati singoli sia condomini ma hanno riguardato quasi esclusivamente l’efficientamento energetico (cappotti termici, impianti fotovoltaici o solari termici, sostituzione di infissi, sostituzione di caldaie). Difficile dire se questa grande quantità di interventi abbia contribuito a diffondere una maggiore attenzione verso la bioedilizia.
I dati degli anni successivi al 2022 non sono ancora stati elaborati dall’Ufficio tecnico comunale ma c’è da supporre che il venir meno degli incentivi non abbia favorito il mantenimento del boom 2021-2022. “Il superbonus con la bioedilizia c’entra davvero poco. Fortunatamente, però, curiosità e interesse verso la realizzazione di edifici più sostenibili sono in aumento”.
Non ha dubbi Stefano Santoni di Safe Italia, impresa di bioedilizia nata a Sarzana lo scorso dicembre, dopo anni di collaborazione con il Gruppo Pirotto, azienda del savonese di costruzione di case in legno: “In questi pochi mesi di attività abbiamo già ricevuto due richieste di preventivi e diverse richieste di informazioni su costruzioni e ristrutturazioni in bioedilizia. È ancora poco conosciuta, ma con la giusta comunicazione siamo convinti possa diventare più attrattiva. Ed è in questa direzione che ci attiveremo nei prossimi mesi”.
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