Il David usato da Vannacci: un caso che può finire dal giudice. Ma spunta anche un volantino Pd
Il simbolo del David utilizzato da Futuro Nazionale, la formazione politica dell'ex generale Vannacci
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Firenze, 11 aprile 2026 – Giù le mani dal David. Dopo la denuncia dei democratici, il caso del capolavoro di Michelangelo ’appiccicato’ al logo di Futuro Nazionale potrebbe finire davanti al giudice. Del resto la nota diffusa dalla Galleria dell’Accademia è stata eloquente: «L’Istituto si è già attivato per la tutela dei beni culturali, compresa la loro immagine, che ha in consegna». Un’eventuale azione legale però dipenderà dalla volontà del ministero della Cultura che attraverso l’avvocatura dello stato potrebbe contestare a Vannacci l’uso dell’immagine del David. Intanto però ieri è tornato a circolare un volantino del 2023 dove il Pd pubblicizzava sul proprio sito il Toscana Pride. E con quale immagine? Proprio con il David di Michelangelo.
Sempre nel 2023 il tribunale di Firenze aveva stabilito che sul David di Michelangelo «esiste il diritto all’immagine dei beni culturali quale espressione del diritto costituzionale all’identità collettiva dei cittadini che si riconoscono nella medesima Nazione».
Nel caso specifico il giudice aveva condannato a un risarcimento di 50mila euro l’editore di una rivista che aveva riprodotto l’immagine del capolavoro in copertina senza pagamento di alcun canone per l’utilizzo. La prima storica sentenza sul David risale però al 2017. Anche allora si parlava di uso illecito a fini commerciali. Un caso diverso da quello attuale. «Dal 2004 il codice dei beni culturali – spiega Donato Nitti dell’associazione internazionale per la protezione della proprietà italiana – prevede che sono consentite senza canone le riproduzioni di privati per uso personale o motivi di studio, ovvero da soggetti pubblici per finalità di valorizzazione, purché senza scopo di lucro. Sono libere le attività svolte per ricerca, libera manifestazione del pensiero o espressione creativa e promozione della conoscenza del patrimonio culturale».
Piazza Tanucci, tensione per la sede di Fn
Il caso-Vannacci sembra diverso dai precedenti e potrebbe fare giurisprudenza: «Qui non si parla di scopi commerciali – conclude l’esperto –. Il tema è se l’utilizzo rientra o no nelle finalità compatibili con la destinazione culturale». Intanto in piazza Tanucci la tensione è alle stelle da settimane. Nella notte la saracinesca della sede di Fn è stata di nuovo imbrattata, stavolta con la scritta «Vannacci ti puzzano i piedacci».
Per il responsabile regionale di Fn, Tommaso Villa e del responsabile provinciale, Andrea Cuscito, è l’«ennesimo atto vandalico figlio dell’intolleranza politica di certa sinistra». Nel mirino sono poi finiti i ’cuoricini’ di Vincenzo Maria Pizzolo (Avs), vice presidente del Consiglio comunale, e dell’assessore Pd Laura Sparavigna ai post che davano conto dell’imbrattamento: «La sinistra normalizza l’odio politico – attaccano i vannacciani – Pizzolo e Sparavigna si assumano le loro responsabilità».
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