L’appello di Confartigianato: “Le sabbie mobili della burocrazia rallentano lo sviluppo del porto”
Confartigianato torna a parlare del piano regolatore portuale e chiede alla politica di cambiare passo, con un tavolo tecnico per sbloccare l’iter
Articolo: La battaglia contro l’erosione: “Progetto unico con barriere permeabili. E serve un tavolo permanente”
Articolo: Quel ’pasticciaccio brutto’ dell’erosione. Sos dal litorale: “Non è stato fatto niente”
Articolo: Mareggiate, la costa in ginocchio. Persiani sbotta: “Ora basta, la Regione deve muoversi”
Carrara, 8 marzo 2026 – “Le sabbie mobili della burocrazia bloccano lo sviluppo del porto di Marina di Carrara”. Con queste parole il presidente della Confartigianato Massa Carrara e Lunigiana, Sergio Chericoni, chiede di accelerare l’iter per potenziare lo scalo. “Da due anni ci viene ripetuto che il Piano regolatore portuale è in dirittura d’arrivo scrive Chericoni -. Siamo arrivati a marzo 2026 e non solo non è stato approvato, ma non sappiamo nemmeno a che punto sia. Il provvedimento è fermo al Consiglio superiore dei lavori pubblici, il Ministero ha convocato un tavolo tecnico che però è rimasto senza gambe, e la Regione non ha ancora indicato il proprio rappresentante. Nel frattempo, il porto letteralmente si insabbia. E con lui si sta insabbiando la capacità di sviluppo dell’intero territorio. Uno stallo che sta diventando un danno strutturale. Ci chiediamo se alla fine abbiano avuto la meglio coloro che negli anni hanno osteggiato il porto e il suo sviluppo. Perché oggi siamo a un punto morto. Il lavoro fatto per sostenere un Piano regolatore che manca dal 1981 sembra essersi dissolto in un silenzio che non possiamo accettare”.
“L’ultimo progetto di dragaggio del porto, elaborato da Modimar Srl e ritirato nel 2024, prevedeva una movimentazione di circa 350mila metri cubi - aggiunge Chericoni -, di cui si ipotizzava di poterne utilizzare solo 150mila per il ripascimento della sabbia sommersa fra il fosso Ricortola e il Fosso Brugiano. Con lo sviluppo previsto nel Piano regolatore, invece, siamo a tre volte tanto: 1,3 milioni di metri cubi di cui 1 milione potrebbe essere idoneo al ripascimento della costa”.
“Numeri importanti grazie anche alla modifica normativa dei valori di fondo della sabbia - precisa Chericoni -, già approvata al Ministero e in attesa del decreto da parte della Regione Toscana, che consentirebbe di utilizzare quantitativi di sabbia più importanti provenienti dal Magra, oggi bloccati. E questo sarebbe il primo vero successo ottenuto dal Romcav. Dragaggi che poi permetterebbero ogni anno di mantenere un maggiore equilibrio della costa. Ma senza un piano approvato, continuiamo a rincorrere l’emergenza senza affrontare la causa. È come svuotare il mare con un secchio”.
Secondo Chericoni, l’approvazione del Piano regolatore portuale non è solo un atto amministrativo, ma un passaggio decisivo per il futuro economico della provincia. “Il piano porterebbe sviluppo, benessere, investimenti, darebbe finalmente gambe al travel lift e risolverebbe in modo strutturale il tema del ripascimento - precisa Chericoni -, con l’imminente recepimento delle nuove norme. In un momento in cui molte aziende locali vivono difficoltà, il porto potrebbe assorbire manodopera, creare nuovi posti di lavoro, offrire prospettive reali. Ma senza certezze non si pianifica nulla”.
“Siamo entrati nelle fauci della proverbiale burocrazia, quella che tutti condannano ma che continua a bloccare il Paese - conclude Chericoni -. I tempi non sono questi. Serve un’azione politica chiara, determinata, continua. Serve che il tavolo tecnico si riunisca davvero e produca risultati, non annunci. Vogliamo sapere quando accadrà e quali certezze ne usciranno. Fosse anche un no, deve arrivare a breve e non tenerci impantanati per altri anni”
© Riproduzione riservata
